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Placenta previa: cos'è e cosa può comportare

Cosa si intende per placenta previa e quali rischi può comportare in vista del parto?

Ecografie in gravidanza: cosa si vede?

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    Particolari del volto
    Redazione PianetaMamma 17 giugno 2012
    La placenta previa (o placenta bassa) è una condizione nella quale la placenta aderisce alla parete dell'utero nella parte bassa, quindi in modo anomalo.

    All'inizio della gravidanza la placenta è previa nel 5% dei casi e non è una condizione che deve preoccupare perchè con molta probabilità si sistemerà nel corso della gravidanza man mano che l'utero si ingrosserà e spingerà la placenta verso l'alto. Ma se la placenta si abbassa verso la fine della gravidanza può rappresentare un problema.
    Se intorno alla 35-36sima settimana viene diagnosticata la placenta previa spesso si può dover ricorrere ad un parto cesareo (LEGGI), soprattutto se la placenta previa è in posizione centrale e quindi ostruisce il collo dell'utero e impedirebbe al bambino di incanalarsi nel canale del parto.


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    Nella norma la placenta dovrebbe sistemarsi nella parte superiore della cavità uterina e rimanere fissa in quella posizione, garantendo tutte le sue importanti funzioni, prima fra tutte quella di garantire lo scambio metabolico e gassoso tra il sangue de feto e quello della madre.
    Ma in alcuni casi la placenta può spostarsi nella parte più bassa della cavità uterina.

    Esistono diversi modi per classificare la placenta previa, in base alla distanza tra il bordo della placenta e l'orifizio del canale cervicale:

    - placenta previa marginale: la distanza non supera i 3 centimetri
    - placenta previa laterale: la distanza è superiore ai 3 cm dall'orifizio
    - placenta previa centrale: la placenta copre l'orifizio completamente


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    Cosa accade in caso di placenta previa
    Il tessuto che compone la placenta non è estensibile, quindi man mano che l'utero si ingrossa (LEGGI), se la placenta si trova nella parte inferiore, difficilmente riuscirà ad adattarsi alla dilatazione dell'utero.
    I sintomi della placenta previa sono legati essenzialmente al sanguinamento anomalo: il sangue è rosso vivo e non si presentano sono dolori. Un'ecografia stabilirà se si tratta di placenta previa e il medico deciderà come procedere: in genere si segue l'andamento della situazione, tenendo la placenta sotto stretto controllo e si pianificherà un parto cesareo.



    Quali i rischi?
    I rischi per il bambino sono soprattutto legati alla possibilità di un parto prematuro, ad una ridotta ossigenazione causata dal distacco della placenta (LEGGI) in alcuni punti, alle perdite di sangue causate dalle lacerazioni della placenta che colpiscono anche i vasi sanguigni del feto.
    Per la madre i rischi sono legati soprattutto alle emorragie, che possono provocare anemia, e ovviamente all'obbligatorio ricorso al parto cesareo.


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