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Parto eccezionale dopo una gravidanza in circolazione extracorporea

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Succede all'Umberto I di Roma: una donna incinta, affetta dall'influenza H1N1, ha portato avanti la gravidanza in circolazione extracorporea e partorito con lo stesso sistema

Circolazione extracorporea

Il parto è un evento eccezionale nella vita di una donna, e lo è ancora di più quando avviene in delle condizioni a rischio o quando è difficile immaginare che una gravidanza possa giungere al termine. E' il caso del parto avvenuto all'Umberto I di Roma di una paziente affetta dall'influenza H1N1 (influenza avaria). La donna ha portato avanti la gravidanza in circolazione extracorporea e con lo stesso sistema avrebbe dato alla luce la figlia Ludovica. Si tratta del primo caso in Italia e il terzo al mondo.

Come leggiamo sul Corriere, Rosa Prioli ha scoperto di essere affetta da una forma rara di influenza aviaria alla 27esima settimana di gravidanza. I medici che l'hanno seguito avrebbero indotto il coma farmacologico per 20 giorni e l'avrebbero sottoposta a circolazione extracorporea. La circolazione extracorporea (CEC) o macchina cuore-polmone è un dispositivo biomedicale che garantisce la sopravvivenza dei pazienti chirurgici sostituendo temporaneamente le funzioni cardio-polmonari .

Mio figlio è nato prematuro

Al settimo mese di gravidanza la bambina è stata fatta nascere con un parto cesareo, affidando la respirazione della donna sempre alla circolazione extracorporea. La bambina, nata il 9 febbraio 2015, avrebbe già superato i 2,5 Kg di peso. Alla nascita pesava 1,400 grammi, ora è in terapia intensiva neonatale, ma migliora giorno dopo giorno. Ludovica nata a 30 settimane di gravidanza presentava alla nascita la malattia delle membrane ialine polmonari che interessa i neonati molto prematuri ed è causata dalla mancanza del surfattante, che è una stostanza che favorisce l'espansione polmonare. Alla nascita è stata intubata, sedata e ventilata per 4-5 giorni. Inoltre avrebbe ricevuto le sostanze nutritive tramite via venosa, a causa dell'immaturità del suo intestino. E quando le condizioni sono migliorate avrebbe iniziato a prendere il latte, prima con un sondino e poi con il biberon, una volta che il riflesso di suzione si è sviluppato.

Anche la signora Rosa starebbe bene grazie all'intervento dell'Ecmo, questa tecnica che ha salvato la vita alla paziente e alla piccola. In effetti una situazione di ipossia (carenza di ossigeno) materna può determinare una sofferenza fetale che può determinare la morte del feto o dei danni a carico dei vari organi ed in particolare al sistema nervoso.

Andrea Morelli, responsabile del team che ha seguito la donna e coordinato l'équipe di rianimazione e di ginecologia, sottolinea che nella letteratura scientifica sono noti altri due casi come questi, uno in Australia e l'altro in Corea del Sud. Anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si è unito alla gioia e soddisfazione dell'equipe medica dell'Umberto I, complimentandosi con tutti, infermieri inlclusi, che si sono occupati del caso. L'avrebbe definita "una bella storia che fa piacere condividere" aggiungendo che è la sanità del Lazio che cambia.

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