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Lutto perinatale: al via una ricerca anche in Italia

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Morte in utero e lutto perinatale: un'indagine mira a raccogliere testimonianze per sensibilizzare sul tema

Morte in utero

Ogni giorno in Italia sei famiglie vivono il dramma della morte in utero. Una circostanza devastante per questi genitori che si trovano a dover vivere un lutto proprio nel giorno in cui avrebbero dovuto festeggiare la vita.

Il lutto perinatale, cioè quello che riguarda la perdita di un figlio che avviene tra la 27a settimana di gravidanza e i 7 giorni dopo il parto, è al centro di un ambizioso progetto di ricerca e portato avanti dall’International Stillbirth Alliance e dall’autorevole rivista scientifica The Lancet.

Le morti in utero e fine gravidanza e le associazioni come Ciao Lapo onlus

L’indagine mira a rompere il silenzio sul lutto perinatale (#breakthesilence) e raccogliere dati significativi da utilizzare per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori sanitari. Inoltre il progetto di ricerca intende anche individuare strategie di intervento per prevenire la morte endouterina e migliorare l’assistenza ai genitori che si trovano a vivere questa drammatica esperienza.

Nel nostro Paese si sta occupando della raccolta dei dati e delle informazioni l’associazione Ciao Lapo onlus con il coordinamento di Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci, i medici fondatori dell’associazione e membri italiani della comunità scientifica che sta portando avanti il progetto, ma prima di tutto genitori colpiti dal lutto perinatale per la morte del loro Lapo.

Chi può partecipare alla ricerca

Sono invitati a fornire la propria testimonianza sul lutto perinatale i genitori, i familiari, cittadini comuni ed operatori sanitari che possano fornire dati utili. A questo link è possibile reperire tutte le informazioni utili per prendere parte alla ricerca.

In Italia il lutto perinatale è ancora un tabù, e il corretto approccio medico e psicologico a questo evento non è prassi comune nei nostri punti nascita  e nel nostro territorio nazionale. Abbiamo la possibilità di interrogarci sugli aspetti culturali, psicologici e medici relativi alla morte in utero, e fare la differenza per il nostro paese e per le sei famiglie al giorno che partoriscono un bambino senza più vita. Insieme possiamo molto

si legge sul sito dell’associazione Ciao Lapo onlus.
 

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