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Monica Bellucci: secondo pancione in copertina a 44 anni

Sul numero di Vanity fair in edicola il 24 marzo l'attrice Monica Bellucci posa raggiante con il pancione a 5 anni dalla prima gravidanza. Si confida su paure, ansie e rischi di una gestazione in età avanzata e non consiglia di imitarla

bellucci_1Sul numero di Vanity fair in edicola il 24 marzo l'attrice Monica Bellucci posa raggiante con il pancione a 5 anni dalla prima gravidanza. Si confida su paure, ansie e rischi di una gestazione in età avanzata
«Non mi sento coraggiosa, solo molto fortunata»

Prima gravidanza iniziata a 39 anni, seconda a 44. «Mi avevano consigliato di fare subito il secondo figlio, ma non ero pronta. E quando mi sono sentita pronta speravo che arrivasse in fretta. Ma i bambini non sono film, non è che si organizzano mettendo intorno a un tavolo un regista o un produttore....» spiega con sincerità la bellissima Monica.
«Già, si dice sempre così a quelle che fanno i figli tardi. Ed è vero che fare i figli tardi richiede coraggio perché si corrono rischi, per i bambini e per se stesse. Ma io non mi sento coraggiosa, solo molto fortunata. Ho avuto una bambina sana, un parto naturale come una contadina dell’Umbria, e finora anche questa seconda gravidanza è bella e semplice. Ma non sono assolutamente un esempio da seguire» racconta la Bellucci.

Si parla poi di fecondazione assistita e dell'arretratezza dell'Italia in tal senso. Quando l'attrice era incinta della sua prima figlia, Deva, in Italia ferveva il dibattito sulla legge 40 sulla fecondazione assistita. «Che disastro, e che ingiustizia - tuona la diva -. È un problema politico, o meglio, un problema di strumentalizzazione della religione da parte della politica. E, alla fine, soprattutto un problema di mancanza di informazione. Troppa poca gente andò a votare al referendum. Ed è stato solo uno dei tanti casi in cui questo Paese si dimostra poco attento alla salute delle donne e ai loro diritti, un’attenzione che dovrebbe cominciare con la scuola, con ore dedicate all’educazione sessuale, per insegnare ai ragazzi l’importanza della pillola e del preservativo come strumenti di prevenzione. La pillola per non rimanere incinta, il preservativo per non morire ed evitare malattie, come la clamidia, che rischiano di distruggere per sempre l’apparato riproduttivo femminile».

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