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Lo stress in gravidanza

Sempre più numerosi gli studi e le ricerche che mettono in guardia sui pericoli dello stress in gravidanza. È ormai accertato infatti che uno stress emotivo molto intenso, soprattutto nelle prime settimane di gestazione, può mettere a repentaglio il benessere del feto

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di Beatrice Spinelli

Sono sempre più numerosi gli studi e le ricerche che mettono in guardia sui pericoli dello stress in gravidanza. È ormai accertato infatti che uno stress emotivo molto intenso, soprattutto se subìto dalla futura mamma nelle prime settimane di gestazione (LEGGI), può mettere seriamente a repentaglio il benessere del feto.

Mentre in passato si credeva che il rapporto materno-fetale si strutturasse solo dopo la maturazione del sistema nervoso centrale, cioè al termine della gravidanza, oggi viene considerata sempre più spesso la possibilita' che cio' avvenga molto precocemente.
Sembra infatti che proprio nelle primissime fasi della gravidanza lo stress possa arrecare danni profondi al sistema nervoso centrale del feto. I dati di alcune ricerche attribuiscono allo stress materno la responsabilità di buona parte degli aborti spontanei che avvengono nel primissimo periodo di gestazione (LEGGI) senza altre motivazioni evidenti.


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Lo stress, in particolare quello emotivo, sembra aumentare di quasi tre volte il rischio di aborto spontaneo. Nell’ambito di un’indagine condotta da ginecologi italiani ma non ancora pubblicata sono emersi numerosi casi di donne che hanno abortito nei primi tre mesi di gravidanza in seguito alla morte di un figlio.
Non è ancora del tutto chiaro il perché questo accada e gli studi in ambito medico scientifico cercano a tutt’oggi di dare una risposta a questo interrogativo. Sembra che la causa sia direttamente riconducibile all’aumento del livello dell’ormone dello stress, il cortisolo, che sembra influire negativamente sullo sviluppo fetale.
Gli esperti ipotizzano che l’innalzamento dei  livelli di cortisolo serva per segnalare una condizione di rischio per l’organismo, pertanto costituisce una sorta di campanello d’allarme che indica una condizione di salute precaria della donna incinta. In quest’ottica l’aborto spontaneo rappresenta una difesa che l’organismo mette in atto per contrastare una gravidanza che in una condizione precaria di salute metterebbe a rischio la donna stessa.


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È possibile anche che, come risposta allo stress, nell’organismo della madre si inneschino una serie di cambiamenti chimici, soprattutto a livello del sistema immunitario e infiammatorio, capaci di arrecare dei danni al feto nelle prime fasi del suo sviluppo cerebrale. Oltre all’aborto spontaneo lo stress è associato ad altri rischi che possono compromettere una gravidanza. Secondo i dati emersi da uno studio condotto su oltre 1.000.000 neonati del Nord Europa ci sarebbe una relazione tra stress materno e alcune malattie che il bambino può sviluppare dopo la nascita. Lo studio ha dimostrato che uno stress emotivo estremo vissuto nel corso della gravidanza, ad esempio la morte di un congiunto, predisporrebbe il bambino allo sviluppo della schizofrenia.



Ma lo stress può anche causare parti prematuri e determinare per i bambini uno scarso peso allo nascita (LEGGI IL FORUM). Non si può escludere tra l’altro che uno stress minore vissuto nella prima fase della gravidanza, come lo stress quotidiano derivante ad esempio da un lavoro particolarmente impegnativo (LEGGI), possa comunque compromettere in modo più o meno grave la salute del feto. Durante la gravidanza è importante perciò che la donna cerchi di evitare, per quanto possibile, tutte le situazioni che possono essere motivo di ansia e stress. Ciò non è sempre facile soprattutto considerando che sempre più donne portano avanti la gravidanza continuando ad occuparsi del lavoro e di mille altri impegni. In questi casi è utile cercare di ridurre lo stress per evitare i rischi e vivere serenamente l’attesa.


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Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Taiwan ha individuato nella musica un efficace strumento anti-stress (LEGGI). I risultati dello studio, riportati sul Journal of Clinical Nursing, assegnano alla musica un ruolo di particolare rilievo per la gestione dello stress prenatale che interessa una sempre crescente percentuale di donne in gravidanza.  I dati emersi hanno dimostrato una notevole diminuzione dei livelli di cortisolo nelle donne che ascoltano musica rilassante, in particolare la musica classica, le ninne nanne, i suoni della natura e la musica per bambini, per almeno trenta minuti al giorno. È stato anche evidenziato un effetto per cui si rileva una riduzione dell’ansia e degli stati depressivi. I ricercatori spiegano che l’effetto positivo della musica, e il suo potere rilassante, può essere attribuito a stimoli sensoriali che interessano il sistema nervoso e gli ormoni, e che placano la risposta fisiologica allo stress quotidiano.