Pianetamamma logo pianetamamma.it

1 5

La macrosomia fetale

Il termine macrosomia fetale viene utilizzato per indicare un feto che si presenta troppo “grande” rispetto ai parametri standard

grandiIl termine macrosomia fetale viene utilizzato per indicare un feto che si presenta troppo “grande” rispetto ai parametri standard. La condizione di macrosomia si riscontra quando attraverso l’ecografia si deduce che il peso del feto supera i 4,5 kg. Ad essere maggiormente interessati da questa anomalia sono per lo più i bimbi di sesso maschile e inoltre è stato rilevato che in circa il 40% dei casi la macrosomia fetale è determinata da un fattore di predisposizione genetica.

Si tratta comunque di una questione oggetto di molte perplessità e discussioni tra gli “addetti ai lavori”, soprattutto in Italia, e che acquista particolare importanza in relazione all’alta percentuale di parti cesarei che si effettuano nel nostro Paese. C’è da dire anzitutto che le diagnosi di macrosomia non sempre sono esatte, questo perché i metodi per stabilire il peso di un neonato sono deduttivi perciò i risultati non possono essere considerati certi: l’esame ecografico, grazie al quale è possibile riscontrare questa condizione, può presentare un margine di errore da tenere nella giusta considerazione. Numerosi studi hanno per altro evidenziato alcuni fattori di rischio che possono determinare questo genere di anomalia, tra cui:

- peso della madre prima della gravidanza superiore ai 70 kg
- incremento ponderale in gravidanza oltre i 20 kg
- precedente gravidanza con neonato macrosoma
- madre affetta da diabete

È stato dimostrato che durante la gravidanza una corretta alimentazione, adeguata alla corporatura e al peso della donna prima del concepimento, sia determinante per evitare i rischi di macrosomia fetale.  È stata riscontrata un’incidenza rilevante di questa anomalia soprattutto in madri affette da diabete, malattia che rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio. In questo caso la macrosomia può insorgere a causa dell’ambiente troppo ricco di zucchero nel quale il feto cresce e si sviluppa. L'iperglicemia infatti stimola il feto a produrre più insulina, e l'insulina, che è un fattore di crescita,  favorisce uno sviluppo esagerato del bambino.

La macrosomia fetale può dar luogo a complicazioni durante il parto, a causa della difficoltà del feto a passare dal canale del parto ma può essere anche associata ad uno sviluppo insufficiente di alcuni organi vitali, come per esempio il polmone. Il bambino alla nascita può non essere in grado di respirare da solo e incorrere quindi in quella particolare patologia definita 'sindrome da difficoltà respiratoria'.

Inoltre sembra che nella vita adulta il bimbo macrosomico abbia una maggior predisposizione alla comparsa di obesità, diabete e ipertensione. È molto importante comunque valutare la misura e l’entità di questa anomalia soprattutto in vista del parto e in rapporto alla corporatura della futura mamma perché, nel caso in cui venga valutato molto difficoltoso, o addirittura impossibile il passaggio del piccolo nel canale del parto spesso i medici decidono di procedere con un taglio cesareo.
Tuttavia alcuni studi recenti hanno evidenziato che il frequente ricorso al parto cesareo nei casi di sospetta macrosomia fetale è spesso ingiustificato e si rivela il più delle volte non necessario. Sebbene  i medici dichiarino di agire in questo modo per evitare inutili sofferenze sia al bambino che alla mamma, in realtà spesso ciò che li spinge a propendere per il parto cesareo è il timore di trovarsi a dover affrontare delle complicazioni non prevedibili che possono insorgere durante il travaglio.

Le più recenti linee guida sull’argomento invece tendono ad abbracciare la convinzione che non esistano bimbi troppo “grossi” o bacini troppo “stretti” ma che ogni singolo caso deve essere considerato una storia a sé. Da questo punto di vista e dal momento che è molto difficile poter fare delle previsioni su come la mamma e il bambino riescano ad adattarsi ai fenomeni del parto, sarebbe opportuno provare a far affrontare alla futura mamma il travaglio procedendo con interventi medici solo se resi necessari da eventuali complicazioni

Beatrice Spinelli