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La listeriosi in gravidanza

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La listeriosi è una malattia batterica. Ecco come prevenire e curare la listeriosi in gravidanza

Listeriosi in gravidanza

La listeriosi è una malattia batterica causata da germi che possono essere presenti nel terreno, nei vegetali e in molte specie animali. Il microrganismo che causa l’infezione (Listeria monocytogene) è presente nella normale flora intestinale degli individui sani; una diminuzione dell’acidità gastrica e altre alterazioni delle funzioni gastrointestinali possono aumentare il rischio di contrarre la malattia. Come diagnosticare e curare la listeriosi in gravidanza?

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È stato calcolato che circa un terzo dei casi di listeriosi vengano diagnosticati nelle donne incinte a causa del cambiamento ormonale che provoca un aumento della sensibilità del sistema immunitario nei confronti del germe. Secondo fonti americane il rischio che una donna incinta contragga l’infezione è di circa 20 volte superiore a quello che interessa in generale gli adulti in salute. Nella maggior parte dei casi la trasmissione della malattia avviene con gli alimenti: il germe risulta molto diffuso nell’ambiente ed è stato anche accertato che tende a proliferare nei cibi refrigerati. Il suolo, il foraggio, l’acqua e il fango rappresentano i suoi principali serbatoi. La listeria può essere potenzialmente presente in tutti gli alimenti crudi perciò è importante assicurarsi di cuocerli per bene per distruggere il germe.

Listeriosi feto

La listeriosi può essere molto pericolosa se viene contratta durante la gravidanza. L’infezione può essere trasmessa al feto attraverso la placenta anche se la madre non mostra nessun segno evidente della malattia (spesso l’infezione è asintomatica), inoltre il passaggio può avvenire quando la donna partorisce attraverso il canale del parto.

Listeriosi in gravidanza sintomi

L’infezione si manifesta frequentemente nel terzo trimestre di gravidanza e può provocare sintomi molto simili a quelli dell’influenza: febbre, dolori muscolari, malessere generale, dolori lombari talvolta accompagnati da diarrea, nausea e vomito.

La gravità dei sintomi a carico della madre può variare ma l’infezione comporta dei rischi soprattutto per il feto: meningite, setticemia, parto prematuro e aborto sono quelli più gravi.

Listeriosi in gravidanza esami

Generalmente la listeriosi viene diagnosticata con un esame del sangue o del midollo spinale che ricerca la presenza del batterio responsabile dell'infezione, cioè il batterio della Listeria monocytogenes. Può essere efficace anche un esame del liquido amniotico o la placenta nelle prime fasi della gravidanza.

Listeriosi in gravidanza terapia

La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici che non sempre risultano efficaci per evitare che l’infezione venga trasmessa al feto.

Infatti se la gravidanza giunge positivamente al termine nonostante la malattia, l’infezione può essere trasmessa al neonato al momento del parto. In questo caso si parla di listeriosi neonatale che si può manifestare con setticemia, insufficienza respiratoria, lesioni cutanee, meningite e ascessi diffusi a molti organi tra cui fegato, milza, ghiandole surrenali e polmoni ma può addirittura provocare la morte del bambino.

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Cosa evitare

Durante la gravidanza occorre necessariamente prendere delle precauzioni di sicurezza alimentare che rappresentano l’unica valida difesa contro i rischi derivanti dall’infezione. È importante ad esempio mangiare la carne solo se si è sicuri che sia cotta adeguatamente e prodotti caseari solo se pastorizzati. E' bene inoltre evitare qualsiasi contatto con materiali e animali potenzialmente infetti.

Questi sono i cibi potenzialmente pericolosi:

  • formaggi, soprattutto quelli freschi e a pasta molle;
  • latte, quello in polvere, crudo e mal pastorizzato;
  • carne, soprattutto quella cruda, gli insaccati, ma anche pollami cotti e crudi;
  • pesce affumicato;
  • verdure crude, non sufficientemente lavate.

Ecco alcuni importanti accorgimenti:

  • lavare accuratamente le carni crude come pollo, manzo e maiale;
  • lavare e cuocere le verdure prima di consumarle;
  • lavare accuratamente le mani, i coltelli e gli altri utensili usati con alimenti potenzialmente pericolosi (verdura e carni crude);
  • riscaldare ad alta temperatura gli avanzi di cibo prima di consumarli.

Per evitare i rischi soprattutto durante la gravidanza è consigliabile quindi evitare il consumo di:

  • latte crudo non pastorizzato;
  • alcuni tipi di formaggi, ad esempio quelli a pasta molle, ma anche i formaggi freschi in fiocchi e quelli ottenuti dal latte crudo. Sono piuttosto sicuri i formaggi a pasta semidura e dura come il Grana padano, il Parmigiano-Reggiano, il Pecorino romano e quello toscano.
  • patè e creme di carne e formaggio refrigerate
  • hot dog, hamburger ed alimenti pronti al consumo se non riscaldati ad alte temperature;
  • pesce affumicato refrigerato.
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