gpt skin_web-gravidanza-0
gpt strip1_generica-gravidanza
gpt strip1_gpt-gravidanza-0
1 5

L’uso di antibiotici riduce il rischio di aborto del 90%

Stando ad un importante studio se una donna, prima di un esame di diagnosi prenatale (come ad esempio l’amniocentesi) usa degli antibiotici abbassa fino al 90% il rischio di un possibile aborto

donna_1Mai come di questi tempi si parla (almeno nel web) di aborto soprattutto perché sono in aumento le mamme che decidono di interrompere una gravidanza. Tuttavia quella che sto per darvi è senza dubbio una notizia positiva e che può solo far ben sperare.
AGPA TRIAL è il nome del più grande studio (tutto italiano) mai fatto in tema di diagnosi prenatale; è durato ben 7 anni ed i risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista Prenatal Diagnosis. Stando a questo studio se una donna, prima di un esame di diagnosi prenatale (come ad esempio l’amniocentesi) usa degli antibiotici abbassa fino al 90% il rischio di un possibile aborto.
Lo studio, guidato da Claudio Giorlandino, Presidente della SIDIP, Societa' Italiana di Diagnosi Prenatale ha preso in esame 40 mila donne che si sono sottoposte ad altrettante amniocentesi.

Parlando di cifre, la ricerca ha dimostrato con estrema precisione, che se si fa uso di antibiotici nel secondo trimestre di gravidanza si passa da 1 aborto ogni 500 donne ad 1 ogni 3400.
Giorlandino ha anche detto che “ormai i recenti progressi nella Diagnostica di Biologia Molecolare hanno fatto sì che oggi sul liquido amniotico non si vada più ad indagare solo rispetto alle cromosomopatie (la più  nota delle quali è la Sindrome di Down) ma anche altre malattie genetiche, legate al DNA. Questo oggi e' possibile con la tecnologia dei microarrays con i quali si ha la possibilità, in casi selezionati, di studiare centinaia di malattie genetiche”.

L'ultima frontiera infine che si apre su liquido amniotico e' l'isolamento su di esso di cellule staminali pluripotenti, in grado differenziarsi in tutte le linee cellulari dell'organismo. "Queste caratteristiche, insieme con l'assenza di questioni etiche riguardanti il loro isolamento ed utilizzo suggeriscono che le cellule staminali presenti nel liquido amniotico potrebbero essere promettenti candidati per la terapia di numerose patologie umane".

Speriamo quindi che a breve si possano avere delle esaustive risposte alle tante domande che ancora avvolgono le malattie dei più piccoli

Fonte.//salute.agi.it

Martina Braganti


gpt native-bottom-foglia-gravidanza
gpt inread-gravidanza-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-gravidanza-0