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Infezioni in gravidanza: quali i rischi e come si prevengono

Virali o batteriche, le infezioni si possono contrarre in ogni periodo della vita ma se questo succede durante la gravidanza possono essere molto pericolose per il feto

di Ingrid Busonera

Le infezioni purtroppo si possono contrarre anche durante la gestazione, per questo è importante conoscerle e sapere bene come si può evitare la trasmissione ed il contagio, assumendo tutte le precauzioni necessarie per salvaguardare la salute e l'incolumità del bebè nel pancione.

La pericolosità delle malattie infettive infatti sta nel fatto che tutte queste si trasmettono in maniera verticale, ovvero da mamma a bambino, e anche se la trasmissione può avvenire in diversi momenti, attraverso il sangue placentare, durante il parto o addirittura attraverso l'allattamento, se la diagnosi non è precocissima e non si attua immediatamente la terapia, la trasmissione è praticamente garantita con tutte le conseguenze che ne seguono e talune possono essere veramente distruttive per il piccolo e comportare seri disturbi e problemi, se non la morte stessa del piccino.



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Anche se la migliore arma per combattere le malattie infettive durante la gravidanza è la prevenzione, se  questa non è stata abbastanza efficace, l'arma da giocare una volta scoperto l'avvenuto contagio è la diagnosi: più è precoce e più sarà facile intervenire diminuendo i rischi di contagio e gli eventuali danni.
Se la gravidanza è soltanto in cantiere, dopo un colloquio con il proprio ginecologo ed aver eseguito tutti gli esami del caso, è possibile ricostruire una mappa delle malattie infettive che la futura mamma ha già avuto e quindi evidenziare le difese immunitarie contro tali malattie e attuare le armi di prevenzione verso quelle che non ha ancora avuto, come ad esempio le pericolose rosolia e varicella. La futura mamma potrà, inoltre, informarsi sulle precauzioni da attuare nel caso in cui non abbia avuto la Toxoplasmosi: fare attenzione agli animali domestici, come i gatti, e nel maneggiare la carne cruda, la verdura, la frutta ed i salumi.
 


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Le più pericolose
Toxoplasmosi (LEGGI)
Ne ho già parlato in un precedente articolo dove raccontavo la mia esperienza personale, ma è sempre bene ripetere due parole su questa malattia che spesso colpisce in modo subdolo senza dare alcun segno di contagio. A differenza delle altre malattie non è di origine batterica ne virale ma è causata da un protozoo chiamato Toxoplasma Gondii, un organismo unicellulare che si riproduce unicamente nei gatti e nei tessuti muscolari di maiali, agnelli o mucche. Per questo qualora dalle analisi del sangue si evidenzi che non si possiedono gli anticorpi della Toxoplasmosi, è bene  prestare molta attenzione a questi piccoli accorgimenti:
- non toccare le feci del gatto e pulire eventuali cassettine o lettiere con guanti;
- lavare scrupolosamente con amuchina frutta e verdura prima di consumarla e possibilmente sbucciare tutto;
- non consumare salumi ed insaccati;
- non consumare carne cruda o poco cotta;
- non toccarsi le mucose (occhi, naso, bocca) mentre si cucina e si maneggia carne, frutta e verdura.

Una volta avvenuto il contagio, i sintomi sono praticamente nulli a parte un raro rigonfiamento dei linfonodi del collo, e il contagio mamma-bebè avviene attraverso il sangue placentare.
Fin dal'inizio della gravidanza viene effettuato un piccolo esame che svela se la malattia c’è già stata e, se l'esito risulta negativo, durante  i nove mesi viene effettuato periodicamente un prelievo di sangue che controlla che non sia avvenuto nessun contagio di malattie infettive. All’interno dell’esame denominato TORC è presente anche l'esame per la ricerca del Toxoplasma, qualora qualche valore dovesse risultare sballato o dovesse essere presente traccia di contagio, a seconda dell'epoca di trasmissione, il ginecologo attuerà una serie di accertamenti atti a verificare l'epoca del contagio e l'eventuale trasmissione al feto, attraverso amniocentesi.
La terapia esiste ed è a base di forti antibiotici. Se la trasmissione avviene durante il primo trimestre, evento più raro, il rischio che il feto riporti dei danni è più alto e cala se il contagio avviene in epoca gestazionale più lontana.
La toxoplasmosi colpisce principalmente la vista con problemi alla retina e il sistema nervoso centrale, con calcificazioni intracraniche; la diagnosi può essere nulla ovvero nascita di neonato asintomatico e sano o tutto, con problemi vari fino alla morte in utero.



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Rosolia
Anche la Rosolia, proprio come la Toxoplasmosi, è una malattia molto temuta durante la gravidanza; della famiglia delle malattie esantematiche dell'infanzia, è causata da un virus del genere rubivirus e si contrae per via aerea cioè attraverso starnuti, colpi di tosse e goccioline di saliva.
Anche per la Rosolia si esegue il primo test ad inizio gravidanza, chiamato Rubeotest, che ci dice se la malattia ha già avuto luogo e in caso di esito negativo verrà rieseguito periodicamente per verificare che non sia avvenuto il contagio. La Rosolia si manifesta con delle chiazze rosse su bocca, mucose e lingua, che compaiono dopo 2 o 3 settimane dal contagio e possono essere parecchio lievi.

La migliore prevenzione nei casi in cui la donna sappia per certo, ovvero per esiti di analisi del sangue, di non aver avuto la malattia, è di sottoporsi al vaccino un mese prima del concepimento, se la gravidanza è in cantiere e di evitare luoghi frequentati da bambini come scuole e asili qualora sia già inoltrata e non sia possibile fare il vaccino.
La Rosolia risulta maggiormente pericolosa se contratta soprattutto durante i primi quattro mesi di gestazione, dopodiché gli eventuali effetti sul feto non appaiono disastrosi come possono essere all'inizio.
In caso di contagio esistono dei farmaci che ne attenuano le conseguenze nel feto ma in linea di massima la trasmissione, se avviene durante le prime venti settimane, può avere come esiti difetti della vista o completa cecità, malformazioni craniche, sordità e ritardo mentale.

Quinta malattia (Parvovirus)
Anche questa come la Rosolia appartiene alla famiglia delle malattie esantematiche infantili ed è causata da un virus, il parvovirus, e come la rosolia, si contrae per via aerea. A differenza delle altre malattie, non viene effettuato alcun esame per verificare se tale malattia è già stata contratta o se avviene il contagio durante la gestazione, e qualora si riscontrasse il dubbio di un'eventuale infezione si procede con gli esami sierologici alla ricerca del virus e con amniocentesi per verificare se è già avvenuto il contagio per via verticale.
Non esiste terapia né vaccino preventivo, e l'unica prevenzione è evitare posti frequentati da bambini e luoghi dove c'è il dubbio che qualcuno abbia contratto la malattia.







Il rischio per il feto, durante le prime settimane è che la gravidanza si interrompa con un aborto spontaneo (LEGGI) mentre in epoca più avanzata è che necessiti di trasfusioni in utero poiché la malattia causa gravi anemie e quindi un pericoloso abbassamento di globuli rossi.
 
Streptococco
Lo streptococco beta emolitico del gruppo B (SGB) è un batterio presente normalmente nel canale vaginale e nel basso intestino in una buona percentuale di donne sane dove non crea disagi ed ha un progresso del tutto asintomatico. Poiché è molto facile che tale batterio sia presente anche nelle donne che stanno per partorire, si esegue generalmente un tampone vagino-rettale, alla ricerca del batterio, che ha trasmissione verticale durante il parto e che può essere fatale per il feto.
L'infezione non si può assolutamente prevenire ma se diagnosticata in tempo è possibile attuare la terapia antibiotica da continuare fino al momento del parto.
In caso di contagio, laddove non sia stata diagnosticata l'infezione, il neonato può contrarre polmonite, encefalite, meningite o sepsi ovvero infezione generalizzata che si sviluppa a circa 24 ore dalla nascita.

Citomegalovirus
Questa infezione è provocata da un virus della famiglia degli herpesvirus e causa un disagio simile ad un’influenza; una volta che si prende si possono avere delle recidive,  ma l'infezione appare particolarmente pericolosa in gravidanza solo se è primaria ovvero se è la prima volta che avviene il contagio.
Non esiste un esame di routine che ne ricerca gli anticorpi né una terapia efficace, ma qualora ci sia il sospetto si interviene come per le altre infezioni, con esami sierologici e amniocentesi per riscontrare l'avvenuto contagio.
Anche per questa malattia non esiste una vera e propria prevenzione se non evitare luoghi affollati  frequentati da bambini, lavarsi spesso ed accuratamente le mani e mantenere alta l'igiene e la pulizia poiché si trasmette tramite il contatto con urine, secrezioni, lacrime e sangue infetto.
Il neonato che alla nascita non presenta sintomi potrebbe avere in epoca tardiva dei disturbi legati a sordità unilaterale o bilaterale che si riscontrano intorno al compimento del primo anno mentre in epoca prenatale spesso si diagnosticano calcificazioni intracraniche, idrocefalia, microcefalia.

Varicella
Altra malattia esantematica infantile, è causata dall'herpesvirus varicella zoster, si contrae per via aerea o attraverso il contatto con lesioni della persona infetta; si manifesta con delle vescicole che danno luogo a delle crosticine ed ha una trasmissione verticale per via placentare.
Non esistono farmaci né una terapia che può attenuarne gli esiti e la diagnosi si ha soltanto dopo che compare l'eruzione cutanea.
Anche per la varicella, se la gravidanza non è ancora iniziata, è possibile sottoporsi al vaccino mentre durante la gestazione l’unica prevenzione resta non frequentare luoghi a rischio.
Il contagio e gli esiti risultano più gravi quanto più sarà avanzata l'epoca del contagio e ancor più sarà vicino il parto, generando nel feto una forma di infezione simile ad una varicella con lesioni cutanee simili a cicatrici o nei casi gravi con atrofia di gambe e braccia.
 
Epatite B e C

Entrambi questi tipi di Epatite sono malattie virali che si trasmettono attraverso il sangue. Il virus si può contrarre anche attraverso oggetti infetti e pare che la trasmissione verticale avvenga in utero e non esistono quindi possibilità fondate che il taglio cesareo eviti  trasmissione materno-fetale.
Entrambe sono asintomatiche e causano talvolta solo leggeri malori simili ad un'influenza (LEGGI)
Non esistono trattamenti attuabili in gravidanza in caso di contagio ma rimane la precauzione di evitare comportamenti a rischio.
Per il neonato nelle prime 12 / 24ore dalla nascita esiste una profilassi che lo sottopone a trattamento preventivo di immunoglobuline e vaccino, prevenendo il contagio dell'infezione quasi nella totalità dei casi.
Qualora la terapia non abbia effetto il piccolo sarà portatore cronico della malattia.
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