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Gravidanza extrauterina

La gravidanza extrauterina rappresenta una delle complicanze più gravi che possono compromettere lo sviluppo dell’embrione, sia per la sua pericolosità sia perché risulta difficile diagnosticarla nel caso delle forme ambigue e iniziali

di Beatrice Spinelli

La gravidanza extrauterina (GEU) rappresenta una delle complicanze più gravi che possono compromettere lo sviluppo dell’embrione, sia per la sua pericolosità sia perché risulta difficile diagnosticarla nel caso delle forme ambigue e iniziali.
Le cause sono determinate solitamente da lesioni infiammatorie che impediscono all’ovulo di raggiungere la cavità uterina. Inoltre una diagnosi tempestiva è necessaria perché la patologia possa essere trattata in modo adeguato.


I sintomi della gravidanza extrauterina


Con il termine gravidanza extrauterina, definita anche gravidanza ectopica, vengono indicate tutte quelle condizioni in cui l’embrione si annida al di fuori dell’utero, generalmente nella tuba (in questo caso si parla di gravidanza tubarica) ma anche nelle ovaie, nel collo uterino e più raramente nella cavità addominale.
Si tratta di una condizione che si verifica con una certa frequenza perché secondo le statistiche si manifesta nello 0,5-0,9% delle gravidanze. La forma più frequente di gravidanza extrauterina è quella tubarica che colpisce maggiormente le pluripare rispetto alle primipare.

Sembrerebbe inoltre che nella maggior parte dei casi, il 60% circa, l’embrione si annidi nella tuba destra mentre la sinistra è sede di gravidanza extrauterina nel restante 40% dei casi.


Gravidanza, le perdite: quando preoccuparsi?


I segni clinici di questa complicanza variano in relazione allo stadio: nella fase iniziale potranno risultare completamente assenti mentre in fasi relativamente avanzate, in genere verso la settima/ottava settimana di gestazione i sintomi si possono manifestare con dolore intenso e improvviso alla zona pelvica accompagnato da perdite di sangue

La conseguenza è l’interruzione della gravidanza che avviene entro il secondo mese di gestazione e si accompagna ad un aumento del dolore addominale e in molti casi a emorragia. In presenza di sintomi del genere è necessario recarsi subito in ospedale. Soltanto raramente avviene il riassorbimento spontaneo del materiale ovulare mentre in molti casi la gravidanza tubarica provoca la rottura della tuba. Ciò succede  quando la patologia non viene diagnosticata in tempo e l’embrione aumenta di volume; ne consegue un quadro drammatico in cui sarà necessario l’intervento chirurgico d’urgenza per risolvere la patologia.

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Al contrario, se diagnosticata precocemente e quindi in assenza di rottura, si può ricorrere ad una adeguata terapia medica. È possibile fare una diagnosi molto precoce della gravidanza extrauterina attraverso un’ecografia transvaginale associata al dosaggio delle Gonadotropine corioniche (beta –HCG) nel sangue.

Il valore della beta-HCG risulterà più basso
rispetto ai valori corrispondenti alla presunta epoca gestazionale; inoltre tale valore subirà aumenti giornalieri inferiori a quanto ci si aspetta in una normale gravidanza.

Le donne maggiormente a rischio sono coloro che hanno sofferto di tubercolosi, gonorrea, che hanno avuto problemi di sterilità o che sono già state sottoposte a interventi chirurgici alle tube.
La migliore prevenzione per evitare una gravidanza extrauterina è la diagnosi precoce e una terapia delle forme infiammatorie delle tube. Perciò, nel caso in cui il flusso mestruale si presenti scarso o anomalo ed accompagnato da dolori addominali e malessere generale (dolori intensi, tachicardia, svenimenti) è importantissimo sottoporsi subito a test di gravidanza e a visita ginecologica
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