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Gravidanza a rischio per malattie cardiache

Non tutte le malattie cardiache hanno la stessa gravità, però tutte impongono le stesse misure di prudenza per via dela lavoro supplementare che la gravidanza impone al muscolo cardiaco

1375lNon tutte le malattie cardiache hanno la stessa gravità, però tutte impongono le stesse misure di prudenza per via del lavoro supplementare che la gravidanza impone al muscolo cardiaco: riposo più completo possibile, regime alimentare povero di sale, calma senza emozioni nè affaticamento, sorveglianza medica regolare e frequente.
Sono autorizzati tutti i trattamenti abituali, compresi gli interventi di chirurgia cardiaca.

La gravidanza impone un prevedibile sforzo al sistema cardiovascolare. Sapere che la paziente ha una storia di cardiopatia è utile perché una diagnosi di lesioni cardiache, durante la gravidanza, è complicata dalla presenza dei frequenti soffi sistolici funzionali, dalla distensione venosa, dalla tachicardia e dalle alterazioni delle rx del torace che sono riferibili alla gravidanza e non alla malattia.
Comunque, l'inaspettata scoperta di un soffio diastolico o presistolico in corso di gravidanza richiede ulteriori indagini. In circa il 25% delle donne affette da una stenosi mitralica, i sintomi compaiono per la prima volta durante la gravidanza.

Nelle donne con una preesistente malattia cardiaca, la mortalità materna è dell'1% circa, che corrisponde al 10% circa della mortalità materna globale. Una gravidanza con esito positivo non accorcia la vita né riduce in modo permanente la capacità funzionale delle donne affette da una cardiopatia.

Durante la gravidanza, le condizioni cardiologiche della paziente si possono complicare, nonostante i frequenti controlli medici, il riposo, l'eliminazione dello stress o dell'anemia, la profilassi con la penicillina e il controllo ponderale. Un'aritmia o i segni di una congestione polmonare richiedono il ricovero e il riposo a letto. Periodi particolarmente delicati sono quelli tra la 28a e la 34a sett., durante il travaglio e immediatamente dopo il parto, quando il cuore è sottoposto al massimo sovraccarico fisiologico.

Il feto condivide l'aumentato rischio dovuto alla malattia cardiaca materna. Può, infatti, morire durante un episodio di insufficienza cardiaca della madre o può nascere prematuramente.

Il travaglio e il parto sono pericolosi per una paziente cardiopatica, a causa dello stress del travaglio, dello sforzo durante il 2o stadio e dell'aumentato ritorno venoso al cuore dall'utero in contrazione. La gittata cardiaca aumenta di circa il 20% durante ogni contrazione uterina. Un anestesista esperto di fisiologia cardiaca e di malattie in gravidanza deve essere presente al travaglio


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