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Gravidanza a rischio per epilessia

In una donna epilettica che rimane incinta ci troviamo davanti ad un doppio problema: l'aggravarsi della malattia durante la gravidanza e il rischio di malformazioni fetali causate dai farmaci anti-epilettici

image004Non è raro che le pazienti epilettiche esitino a concretizzare il loro desiderio di maternità a causa della patologia di cui soffrono.
Tuttavia, una gravidanza è perfettamente progettabile in questo caso preciso ma a patto di mettere in atto un controllo medico regolare.

È importante dunque che una donna epilettica che desidera un bambino sia incoraggiata nel suo tentativo ma anche che sia informata ed accompagnata medicalmente.

La preparazione psicologica e terapeutica è imperniata principalmente sul periodo che precede la gravidanza. L'informazione fornita alle pazienti deve essere dunque chiara ed esatta. In merito, è vero che i rischi di malformazioni fetali sono più importanti nella donna epilettica ma queste malformazioni restano tuttavia minori. Inoltre, l'ecografia ostetrica permette di scoprire le malformazioni importanti e dunque di proporre un'interruzione di gravidanza se necessario.

Infine, è essenziale che la malattia sia equilibrata molto prima di intraprendere una gravidanza perché la sopraggiunta di crisi durante la gravidanza può essere pericolosa per il feto.

In una donna epilettica che rimane incinta ci troviamo davanti ad un doppio problema: l'aggravarsi della malattia durante la gravidanza e il rischio di malformazioni fetali causate dai farmaci anti-epilettici. per far sì che queste gravidanze si evolvano positivamente (e questo avviene in più del 90% dei casi) bisogna prendere alcune precauzioni:

- nei due mesi che precedono la gravidanza si cercherà di limitare l'assunzione di farmaci a un solo tipo, e di utilizzare l'acido folico, che bisognerà continuare almeno fino alle prime 12-14 settimane di gravidanza

- assunzione di vitamina D per tutti i nove mesi di gravidanza, e di vitamina K nel corso dell'ultimo mese

- ecografie regolari per individuare un eventuale malformazione, con ricorso all'amniocentesi al presentarsi del minimo dubbio

- il parto di una donna epilettica va costantemente monitorato: è possibile, infatti, che il dolore scateni una crisi epilettica. Per questo motivo, spesso si ricorre o al taglio cesareo o al travaglio e parto in analgesia
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