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Farmaci in gravidanza: attenzione ad analgesici ed antinfiammatori

Una delle principali preoccupazioni che affligge le donne che hanno saputo di essere incinte riguarda l'assunzione dei farmaci in gravidanza. Esistono molte alternative farmacologiche innocue per il feto. Da evitare Fans, antidepressivi di ultima generazione e tre tipi di antibiotici comuni

Analgesici ed antinfiammatori in gravidanza

Esistono molte alternative farmacologiche innocue per il feto. Da evitare Fans, antidepressivi di ultima generazione e tre tipi di antibiotici comuni. 

Una delle principali preoccupazioni che affligge le donne che hanno saputo di essere incinte riguarda l'assunzione dei farmaci in gravidanza.
Sono due i tipi più diffusi di condotta femminile in gestazione rispetto all'assunzione di farmaci durante il periodo della gravidanza: alcune donne li eliminano del tutto mentre altrettante continuano ad usarli senza criterio. La mancanza di preparazione e la disinformazione possono causare, nelle donne in attesa di un figlio, gravi dubbi, che quasi sempre restano tali e vengono risolti con metodi 'fai da te', i più pericolosi in una situazione delicata come la gravidanza.

Accade così che, nonostante le indicazioni di medici e ginecologi, spesso le gestanti decidono da sole il da farsi, rifiutandosi di prendere un farmaco indispensabile in una data circostanza o 'prescrivendosi' autonomamente medicine adatte a curare malattie comuni ma potenzialmente rischiose se assunte in gestazione. Entrambi questi comportamenti sono errati soprattutto perché oggi esistono certezze e regole mediche che possono rassicurare le donne incinte e guidarle nell'uso intelligente dei farmaci anche quando si aspetta un bambino.

"La disinformazione sull'argomento é tanta ed é complicata dal fatto che spesso la futura mamma non si sente ben consigliata" dichiara alla rivista 'Top Salute' Maurizio Bonati, responsabile del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri della città di Milano.

Da un lato é un fatto che l'assunzione dei farmaci va limitata al massimo durante i 9 mesi di gravidanza. Questa condotta viene non solo consigliata, ma sollecitata dai medici, per prevenire e limitare i danni che queste medicine potrebbero causare a livello fetale. Eppure il rifiuto totale di utilizzare dei medicinali necessari può essere altrettanto pericoloso sia per la madre che per il futuro nascituro. Infatti alcune patologie, come infezione batteriche, disturbi cardiocircolatori, alterazioni del metabolismo, se non vengono immediatamente trattate farmacologicamente possono rappresentare una minaccia per la salute e a volte per la vita del bambino.

La Dott.ssa Cinzia Paolini dell'Associazione Italiana Studio Malformazioni spiega: "Non si conosce proprio tutto sull'azione svolta sul feto dai farmaci però sappiamo abbastanza per non commettere errori che potrebbero interferire pesantemente sullo sviluppo del bambino. I farmaci teratogeni, cioé quelli che possono provocare - e sottolineo possono - malformazioni fetali, sono pochi e ben identificati. Quasi tutti sono destinati alla cura di malattie molto specifiche, che richiedono un attento monitoraggio della gravidanza e che ben di rado vengono assunti in modo occasionale da una donna incinta sana."

Tra i farmaci pericolosi ce ne sono anche alcuni di uso comune, come tre tipi di antibiotici: gli aminoglicosidi, le tetracicline e i sulfamidici. I  primi possono essere dannosi per l'udito; i secondi possono provocare problemi dentali; gli ultimi sono nocivi a livello ematico. "Non mancano alternative innocue - continua la Dott.ssa Paolini - e le infezioni batteriche possono essere risolte senza rischi anche in gravidanza."

Un pericolo serio é rappresentato dai Fans, i Farmaci antinfiammatori non steroidei, di uso comune e molto diffusi in forma di analgesici e antinfiammatori. I Fans, spiega la Paolini, "non dovrebbero essere usati nel terzo trimestre di gravidanza a meno che non ci siano precise indicazioni". Il rischio é quello di causare emorragia neonatale, alterazioni cardiache e cardio-circolatorie nel feto.

Assolutamente da evitare se non in casi estremi e sotto stretto controllo medico le benzodiazepine, usate contro ansia ed insonnia, e gli antidepressivi di ultima generazione, i serotoninergici, che, se assunti nel terzo trimestre possono arrivare a provocare nel neonato sintomi di intossicazione ed astinenza.

Lucia D’Addezio

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