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Complicanze a fine gravidanza: le più frequenti

Preeclampsia, diabete, placenta previa e altri: ecco le più frequenti complicanze che possono presentarsi a fine gravidanza

Sono numerosi i controlli, gli esami e le ecografie che vengono eseguiti durante i nove mesi di gravidanza (LEGGI). E sono finalizzati non solo a valutare il corretto sviluppo del feto, ma anche lo stato di salute della madre.

Ecco quali sono le complicanze che possono presentarsi dopo il secondo trimestre e che vanno strettamente monitorate per evitare rischi per la salute di mamma e bambino e quelli di un parto prematuro.

Diabete gestazionale
: in genere è una condizione cui si era già predisposte e che può svilupparsi nel corso della gravidanza. Il diabete gestazionale viene detto diabete mellito e aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 dopo il parto.
Il diabete in gravidanza è detto mellito, GDM, è viene scoperto per la prima volta durante la gestazione.
Per diagnosticare il diabete gestazionale viene eseguito Si può eseguire subito - intorno alla 12esima-14esima settimana di gravidanza o anche in seguito verso la 24esima - un test chiamato minicurva glicemica (LEGGI).
In cosa consiste?
Alla futura mamma verrà fatto un prelievo di sangue, poi dovrà bere 50 gr di glucosio a digiuno e dopo un'ora verrà fatto un nuovo prelievo: i valori della glicemia non devono superare i 140 mg/dl.
Il diabete gestazionale va tenuto sotto controllo e va curato con un radicale cambiamento nella dieta: niente zuccheri, limite a carboidrati, lipidi e glucidi e molte fibre e proteine.

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Preeclampsia (gestosi): si tratta di una sindrome che può presentarsi generalmente dopo la ventesima settimana di gestazione e può avere effetti piò o meno gravi a seconda della gravità della sindrome.
I sintomi sono l’aumento della pressione (LEGGI), l’aumento delle proteine nell’urina e la comparsa di edemi (lividi) su varie parti del corpo (gambe, tronco, mani e viso) e gonfiori agli arti inferiori.
La conseguenza principale della gestosi è una scarsa irrorazione sanguigna della placenta il che può provocare un ritardo nell’accrescimento del feto. Per la madre i rischi sono connessi soprattutto all'ipertensione: problemi renali ed epatici, fino ai più gravi come emorragia cerebrale e ictus.
Il ginecologo in genere prescrive dei farmaci anti-ipertensivi  e continui esami del sangue e delle urine e tiene sotto stretto monitoraggio la salute della mamma e del bambino. Nella maggior parte dei casi se le condizioni peggiorano si decide di intervenire facendo nascere il bambino con un parto cesareo o un parto indotto (LEGGI).


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Placenta previa: altrimenti detta placenta bassa, è una condizione nella quale la placenta aderisce alla parete dell'utero nella parte bassa, quindi in modo anomalo.
Se viene diagnosticata a fine gravidanza, la placenta previa può essere causa di un parto cesareo (LEGGI), soprattutto se si tratta di una placenta previa centrale e quindi ostruisce il collo dell'utero, il che impedirebbe al bambino di incanalarsi nel canale del parto



Pielite
: si tratta di un’infiammazione del bacinetto renale e se si estende a tutto il rene si parla di pielonefrite. E' provocata da un’infezione batterica che dall’intestino, dalla vescica o da un altro organo arriva fino ai reni. Durante la gravidanza si è più a rischio perchè gli ureteri (i canali escretori che collegano la vescica al bacinetto renale) sono sottoposti a una forte pressione che causa una parziale ostruzione, ostacolando l'uscita dell'urina dai reni. L'infezione è favorita proprio dal ristagno dell'urina.
I sintomi della pielite sono soprattutto stimolo frequente ad urinare, bruciore durante la minzione e in corrispondenza dei reni, a volte febbre, nausea e vomito.
La pielite va diagnosticata e curata in tempo perchè altrimenti si rischiano danni permanenti ai reni della mamma e può aumentare il rischio di un parto prematuro.