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Cocaina in gravidanza: il bambino avrà problemi cognitivi

Il consumo di cocaina in Italia non è mai stato tanto alto e le donne incinte non sono escluse dal fenomeno. Numerosi i rischi per il nascituro

adsense-foglia-300
44-cocaIl problema dell'assunzione di sostanze "pericolose" da parte delle donne in attesa di un bimbo è sempre vivo e presente. Non sono solamente alcool e fumo in gravidanza a mettere a repentaglio la salute ed, in casi gravi, la vita del bambino in arrivo, causando malformazioni, malattie e complicazioni varie. La diffusione della cocaina in Italia ha raggiunto negli ultimi anni livelli allarmanti: non se ne è mai consumata così tanta nel nostro Paese e, purtroppo, le donne incinte non sono escluse dal fenomeno.

Secondo i risultati di uno studio condotto dai ricercatori della "Boston University School of Medicine" e pubblicato sulla rivista specializzata "Neurotossicology and Teratology" i bambini nati da donne che hanno assunto cocaina durante i nove mesi di gravidanza subiscono danni gravi a livello cognitivo e decisionale. 

I ricercatori statunitensi, per analizzare le conseguenze dell'uso di cocaina in gestazione, hanno monitorato le reazioni di 191 bambini di età compresa fra i 9 e gli 11 anni a test di tipo cognitivo. In seguito è stato chiesto alle madri dei bambini presi a campione se avessero o meno fatto uso di cocaina mentre erano incinte. A seconda della risposta, positiva o negativa, i bambini sono stati divisi in due gruppi.

Lo studio ha così potuto mettere in luce che i bambini nati a seguito di una gravidanza in cui la madre assume cocaina hanno maggiori possibilità di sviluppare problemi di comprensione o decisionali rispetto ai figli di una gestazione non compromessa dalle sostanze stupefacenti
 
Lucia D’Addezio