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Cerchiaggio dell'utero e parto prematuro

E' possibile evitare un parto prematuro? Quando nella donna esistono già dei precedenti o durante la gravidanza si manifestano episodi preoccupanti è possibile intervenire con il cerchiaggio uterino per impedire che l'utero si raccorci e dilati in modo tale da scatenare un parto pretermine

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di Ingrid Busonera

E' possibile evitare un parto prematuro? Quando nella donna esistono già dei precedenti o durante la gravidanza si manifestano episodi preoccupanti è possibile intervenire con il cerchiaggio uterino (LEGGI), una sorta di fascetta che si inserisce nella cervice per impedire che l'utero si raccorci e dilati in modo tale da scatenare un parto pretermine.

Partorire troppo presto è la paura di molte future mamme, è il timore di mettere al mondo un bimbo troppo piccolo e non ancora pronto per vivere autonomamente e in maniera autosufficiente per l'immaturità dei suoi piccoli organi.


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Sono tante le motivazioni che possono scatenare un parto pretermine ovvero esattamente tra la 20° e la 37° settimana di gestazione; che si tratti di malformazioni congenite dell'utero, infezioni uterine, emorragie causate dalla placenta previa (LEGGI), malformazioni del feto, cause ambientali o infezioni gravidiche, a seconda dell'epoca in cui si partorisce, benchè ormai la scienza faccia passi da gigante, la vita per i piccoli prematuri sicuramente non è facile e non è bassa la percentuale dei piccolini che non riesce a sopravvivere o che si trascina gravi lesioni cerebrali o handicap fisici.

Per questo motivo, in alcuni specifici casi, qualche specialista (ginecologo) decide di intervenire con il cerchiaggio uterino.

- Esiste un'esame specifico per calcolare il rischio di parto prematuro?
Lo 0,6% circa delle donne gravide non solo partorisce prima della data presunta del parto ma addirittura prima della 32° settimana. Quando nella storia clinica si presentano ripetuti episodi di aborto o parti pretermine è possibile indagare e predire il parto pretermine tramite la cervicometria, cioè la misurazione della lunghezza della cervice uterina, che si esegue per via transvaginale. Se la lunghezza, in un'epoca intorno alle 24 settimane è inferiore a 15 mm per le gravidanze singole e 25 mm per le gravidanze multiple, esiste un maggiore rischio di incorrere in un parto pretermine


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- Quali sono i casi in cui si decide di intervenire?
Il ginecologo può decidere di programmare il cerchiaggio o farlo in emergenza. In genere si decide di programmare il cerchiaggio e di intervenire tra la 12° e la 16° settimana di gestazione in quelle donne che nella loro storia clinica presentano ripetuti aborti tra la 16° e la 20° settimana di gravidanza, parti prematuri e comunque difficoltà a portare a termine una gravidanza dovuti ad incontinenza cervicale, ovvero l'incapacità dell'utero di sostenere il peso della gravidanza (bimbo, liquidi, placenta ecc), che pian piano a causa di questo peso si raccorcia e si dilata scatenando un aborto o un parto altamente prematuro. In altri casi, invece, quando per esempio in un'epoca abbastanza precoce la mamma si dovesse presentare in pronto soccorso in preda a delle forti contrazioni uterine con utero troppo raccorciato per quell'epoca e con dilatazione, col rischio quindi che il bebè possa nascere troppo presto là dove comunque non si possa bloccare il processo del parto farmacologicamente, si interviene con il cerchiaggio di emergenza. Con quest'ultimo spesso si interviene anche con farmaci miorilassanti uterini atti a ridurre le contrazioni (LEGGI) per permettere di “allungare” la gravidanza almeno per il tempo di poter eseguire la terapia di maturazione dei polmoni del piccino o di trasferire la mamma in un centro predisposto al trattamento dei piccoli prematuri.



- Come si svolge l'intervento e di cosa si tratta esattamente?
Il cerchiaggio è un piccolo intervento chirurgico che si effettua in anestesia totale, si interviene inserendo una piccola fascetta circolare nella cervice uterina, atta a “chiuderla” e ad evitare che questa dilatandosi e raccorciandosi scateni un parto prematuro. In genere si rimuove quando la gravidanza sta arrivando al termine, per poter permettere alla donna di avere un travaglio normale.

Si può eseguire già dalla 12°/14° settimana laddove la storia clinica confermando una incompetenza cervicale prevede la possibilità di un aborto o di un parto estremamente prematuro (prima della 32° settimana) e quindi si esegue a livello "preventivo" o di "emergenza" in qualsiasi epoca della gravidanza, in genere tra la 20° e la 26° settimana


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- Al momento del parto ci saranno difficoltà?
Assolutamente no,perchè qualche settimana prima dello scadere del termine, ovvero la data presunta del parto, la fascetta viene rimossa e travaglio e parto si svolgeranno normalmente come per tutte le altre donne

Alcune voci discordanti
Molto in voga negli anni '50 quando è stato scoperto e anche nei successivi decenni, ormai il cerchiaggio è vittima di pareri e pensieri discordanti. Da molti specialisti questa tecnica è stata ormai abbandonata perchè si sostiene che i risultati siano troppo bassi e che anzi, intervenendo, ci sia addirittura una maggiore incidenza di parto prematuro! Come è possibile, ci chiediamo? Questa la spiegazione: l'inserimento della fascetta utilizzata per il cosidetto cerchiaggio implica un aumento del rischio di infezioni che a loro volta aumentano la possibilità che si rompano spontaneamente le acque scaturando spontaneamente un parto pretermine. Inoltre in donne con lo stesso livello di rischio non sottoposte a cerchiaggio ma trattate farmacologicamente, il risultato è rimasto quasi lo stesso, ragion per cui molti specialisti hanno ormai abbandonato la tecnica