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Bere in gravidanza può nuocere al feto

Parte la seconda edizione della campagna "Se aspetti un bambino l'alcol può attendere"

Ogni anno, in media, in Italia oltre 560.000 donne diventano madri e una su tre ha meno di 30 anni. Molti sono i dubbi che riguardano la gravidanza e tante le domane. Per rispondere a quelle riguardanti il comportamento più corretto da tenere durante i nove mesi, con particolare riferimento all'alcol (LEGGI), è partita la campagna “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere”, organizzata da SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e AssoBirra (Associazione degli Industriali della Birra e del Malto).


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Secondo una ricerca commissionata da AssoBirra 8 donne  su 10 non bevono o smettono di bere alcol appena apprendono della gravidanza, mentre il 17% riduce i consumi di bevande alcoliche ma non li elimina del tutto e un 4%  mantiene le stesse abitudini pre-gravidanza.

La campagna è diretta soprattutto a loro e alle giovani madri che sono quelle che più facilmente hanno comportamenti meno corretti sul consumo di alcol in gravidanza (in questa fascia di età, infatti, la percentuale di donne che continua  a bere anche in gravidanza sale al 7%).

Anche se oggi, rispetto al passato, il problema delle patologie fetali legate al consumo di alcolici in gravidanza è più conosciuto dalle donne, siamo consapevoli che molto può essere ancora fatto per sensibilizzare sul tema, soprattutto nelle fasce delle under 30" spiega Nicola Surico, Presidente SIGO.


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Ma quali sono i rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza?
Il feto non ha difese rispetto all’alcol assunto dalla madre (LEGGI). Questa sostanza può interferire con il suo sviluppo provocando l’insorgere delle cosiddette patologie fetali alcol correlate, che possono provocare danni permanenti e irreversibili come anormalità della crescita, ritardo mentale e alterazioni somatiche. Tali patologie, a seconda della loro combinazione e gravità vengono distinte in FAS (sindrome fetale alcolica), FAE (difetti alla nascita alcol correlati) e FASD (disordini collegati all’uso dell’alcol in gravidanza).



In una ricerca pubblicata a settembre 2011, l’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che il 7,6% dei neonati italiani sono stati esposti  durante la gravidanza all’alcol materno. E sebbene  ancora oggi la scienza non possa dirci con certezza se esista o meno una quantità minima di alcol sicura  in gravidanza,  si ritiene prudenziale evitare  completamente il consumo di alcol, che potrebbe creare problemi al sistema nervoso centrale del nascituro, con conseguenti rischi di ritardo mentale o di disturbi comportamentali.

Per maggiori informazioni: SIGO e Bevi responsabile

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