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Aborto spontaneo… quanto dolore!

Quando si verifica un aborto spontaneo questo il legame con la creatura che portavamo dentro di noi si spezza con violenza e crudeltà. Qualunque sia l’epoca gestazionale la rottura di questo legame diventa una realtà incomprensibile e inaccettabile

Dolore aborto spontaneo

L’arrivo di un figlio rappresenta il consolidamento del passaggio fisiologico da coppia a famiglia. Come tale viene vissuto già sin dalle fasi iniziali con grande desiderio e grandi aspettative. Il legame con la creatura si crea da subito: la prima ecografia che evidenzia l’embrione, il battito, la vita.
Quando si verifica un aborto questo legame si spezza con violenza e crudeltà. Qualunque sia l’epoca gestazionale la rottura di questo legame diventa una realtà incomprensibile e inaccettabile.

Quando l’aborto è terapeutico i problemi aumentano: spesso le donne da sottoporre a raschiamento trascorrono la degenza pre e post intervento nella stessa stanza di donne che devono partorire o hanno appena partorito. Si crea nella donna una situazione di insofferenza, non si sopporta il pianto dei bambini, l’interazione con donne in gravidanza diventa pressoché impossibile. Tante sono le sensazioni provate ma quella più forte è indubbiamente il senso di vuoto che si viene a creare nella coppia..

Secondo le statistiche un aborto spontaneo si verifica mediamente 17 volte su 100, una situazione che si presenta più spesso nelle prime settimane di gravidanza. Il verificarsi di questo evento nella maggior parte delle volte non dipende da cause controllabili, quindi è importante che la donna sia consapevole che può capitare indipendentemente dalle proprie azioni. Capita però purtroppo che la donna in particolare sviluppi sensi di colpa molto forti e spesso senza fondamento. Da qui la possibilità che il tutto degeneri in forme di depressione più o meno accentuate. Spesso capita che i ritmi cambino: si mangia di più o di meno rispetto a prima, ci si chiude in se stessi o si adotta un atteggiamento insolitamente espansivo.....tutto va bene basta non pensare.

cuore_spezzato_1A questo punto diventa fondamentale che l’elaborazione del lutto da parte della coppia sia supportata da una rete protettiva che solo le persone ad essa più vicine possono creare.  E’ importante non sentirsi soli, è importante sapere di poter reagire con i propri tempi. Le parole che possano dare consolazione in quel momento non esistono, ma è sicuramente utile per chi subisce un esperienza simile poter contare sull’aiuto da parte di chi si ama: dalle faccende domestiche, alla spesa, all’accudire eventuali altri figli.

Un’aggravante è data dalla poliabortività. Nei casi in cui, a seguito di esami mirati, venga scoperta la causa degli aborti, la donna è portata a farsene più rapidamente una ragione e a dar seguito a tutte le cure necessarie per poter realizzare il desiderio di coppia. In tali casi la depressione lascia spazio alla speranza. Diverso è per i casi di poliabortività “sine causa”.
A tale proposito è stato svolto dalla Nepomnaschy uno studio di approfondimento relativo alla possibile correlazione tra stress e aborto. Sono state tenute sotto controllo sessantuno donne appartenenti a una comunità rurale del Guatemala. Per verificare quali di esse fossero rimaste gravide, per tre settimane dalla data del concepimento i ricercatori hanno effettuato le analisi delle urine. Inoltre, oltre a verificare lo stato interessante, sono stati esaminati i livelli del cortisolo (l’ormone dello stress). Fra tutte le pazienti tenute sotto controllo solo in 22 è stata riscontratta l’inizio di una gravidanza, di queste solo 9 sono arrivate al parto mentre le altre 13 hanno avuto un aborto spontaneo nelle prime tre settimane dal concepimento. Da qui la conclusione che se i livelli di cortisolo sono più elevati, si ha un aumento di aborto spontaneo di circa 2,7 volte. Secondo i ricercatori, questa reazione dell’organismo avverrebbe per tutelare la salute della donna in quelle situazioni che potrebbero essere maggiormente pericolose per la gestante

A. Ferrando

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