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L'uso di farmaci in gravidanza

Molti farmaci possono avere gravi effetti indesiderati sul feto, per questo molti medici sono diventati estremamente cauti nella prescrizione di farmaci durante la gravidanza

farmaci89.jpgMolti farmaci possono avere gravi effetti indesiderati sul feto, per questo molti medici sono diventati estremamente cauti nella prescrizione di farmaci durante la gravidanza.
Tuttavia, circa un bambino su mille nasce ancora oggi con un’anomalia causata dall’uso di farmaci, perciò bisogna stare sempre molto attenti.
Questo vale anche per i farmaci che sono disponibili senza prescrizione in farmacia.

Il fatto che una medicina venga venduta senza prescrizione medica non significa che sia sicura in gravidanza, e questo vale anche per le medicine omeopatiche o i rimedi naturali. Il fatto che siano d’origine naturale non significa che per definizione siano innocui per il feto.
In generale, è valido il consiglio di non assumere farmaci in gravidanza, a meno che la necessità non giustifichi il rischio. In altre parole, se hai mal di testa o problemi d’insonnia, è meglio accettare il fastidio e aspettare prima di prendere un medicinale. Ma se hai una greve infezione alla vescica che non scompare con i rimedi domestici, non c’è altra possibilità se non ricorrere agli antibiotici (sempre sotto controllo medico).

In presenza di un mal di testa insopportabile, in casi del tutto eccezionali si può assumere il paracetamolo, ma è preferibile andare a dormire presto.
In tutti i casi, comunque, non è possibile decidere da sole se si debba assumere o no un farmaco: se i sintomi sono talmente gravi tanto da doverli contrastare, chiedi consiglio alla tua ostetrica o al tuo medico.

Ecco un elenco dei farmaci di uso più corrente:
Antimicrobici: utilizzare preferibilmente la penicillina e i suoi derivati
Sono invece da evitare: Tetracicline, Streptomicina, Gentamicina, Kanamicina.
Per quanto riguarda i disinfettanti urinari è particolarmente innocua la fosfomicina, mentre i nitrofurani vanno evitati a termine di gravidanza in quanto possono causare nel feto anemia emolitica. I sulfamidici possono provocare, se usati in prossimità del parto, ittero neonatale. 
In caso di uso di qualsiasi antibatterico, è consigliabile proteggere la flora batterica intestinale. Possono essere usati con sicurezza tutti gli antiacidi privi di bicarbonato.

Antiemetici: il più sicuro è la vitamina B6 che viene spesso associato allo zenzero. La metoclopropamide deve essere usata con moderazione e solo in fase acuta.

Antistaminici: utilizzarli solo se strettamente necessari e comunque sotto prescrizione medica.
Per la tosse si può utilizzare il destrometorfano, evitare invece preparati contenenti oppiacei come la codeina. Gli espettoranti a base di acetilcisteina e ambroxolo sono molto ben tollerati. 
Si possono utilizzare anche i decongestionanti nasali (efedrina, nafazolina, imidazolina, ecc.. ) ma usati con moderazione e per brevi periodi

Tranquillanti: il Diazepam e i suoi derivati sono gli ansiolitici e gli ipnotici più frequentemente utilizzati.

Analgesici: l’aspirina presa in dosi massive e per lunghi periodi, può ritardare l’inizio del travaglio. Il paracetamolo è l’analgesico ed antipiretico da preferire in gravidanza

Antispastici: possono essere utilizzati con sicurezza in gravidanza ma sempre solo in casi acuti e per brevi periodi

Anticoagulanti: l’anticoaugulante di scelta in gravidanza è l’eparina. Il dicumarolo è tossico per il feto

Anticonvulsivanti: gli anticonvulsivanti se prescritti devono essere usati, poiché si possono verificare delle complicanze dovute alle convulsioni. La donna gravida affetta da epilessia deve essere trattata usando la più bassa dose efficace e controllandola strettamente

Viviana di Matteo
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