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Gravidanza e farmaci: ci vuole cautela

L'uso dei farmaci in gravidanza è sempre controindicato e laddove sia possibile è consigliato intervenire con rimedi naturali

Durante la gestazione è molto importante prestare attenzione ai farmaci che si assumono, poiché alcuni possono essere pericolosi per il feto, a causa delle sostanze chimiche con cui sono composti che possono superare la barriera placentare ed arrivare al feto, provocando aborto (LEGGI) o danni irreversibili. Di norma nelle prime dieci settimane di gravidanza la donna in attesa non dovrebbe assumere nessun farmaco, poiché è il periodo dell'organogenesi e si stanno formando gli organi del feto, tuttavia spesso capita che si prendano farmaci perché non si sa ancora di essere incinte.

Le conseguenze possono essere gravi (aborto spontaneo) oppure nulle e il bambino si sviluppa e nasce normalmente.
Proprio per questi rischi, durante tutti i nove mesi, prima di assumere qualsiasi medicinale (LEGGI), anche se si tratta di un farmaco da banco che non richiede quindi prescrizione medica, è bene consultarsi con il proprio ginecologo o con il medico di famiglia. Attenzione anche al bugiardino, ovvero il foglietto illustrativo che riporta tutte le indicazioni, controindicazioni, interazioni ed effetti negativi in gravidanza per la mamma e gli eventuali danni che potrebbe causare quel farmaco al bambino. Per questo, anche in gravidanza, ogni donna deve avere il buon senso di ridurre l'utilizzo dei farmaci solo a quelle poche occasioni in cui  veramente non ne può fare a meno e sempre con il consiglio del medico.



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Valutiamo i rimedi naturali
Oltre ai farmaci, per guarire da piccoli disturbi o fastidi,  esistono anche dei rimedi naturali che sarebbero sempre da considerare in primis e da valutare assieme al medico e/o ginecologo prima di assumere farmaci. Questi hanno il vantaggio di non avere gli effetti nocivi di tanti farmaci e non hanno alcuna controindicazione che ne vieta l'assunzione in gravidanza. Questi comprendono diverse tecniche indicate nei nove mesi, come agopuntura, yoga, fitoterapia e omeopatia.

Come agiscono?
Lo yoga (LEGGI): in gravidanza spesso la donna è soggetta a degli sbalzi di umore causati dalle variazioni ormonali e non è raro che la tensione nervosa causata dall'avvicinarsi del momento del parto provochi delle vere e proprie crisi d'ansia che andrebbero curate con ansiolitici; in questi casi si può intervenire appunto con lo yoga (LEGGI), una disciplina che ha origini in India che insegna a rilassarsi, distendersi e a controllare la respirazione e le proprie sensazioni, sconfiggendo paura ed ansia. Questa tecnica inoltre è utile anche in quei casi in cui la donna soffre di dolori alla schiena causati dalla postura sbagliata e dal peso del pancione che grava sulla colonna vertebrale.



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L'omeopatia (LEGGI): consigliata in gravidanza ma non a priori e sempre sotto stretta sorveglianza del medico, poiché anche i rimedi omeopatici potrebbero causare effetti collaterali; l'omeopatia sfrutta la tecnica dell'utilizzare la causa scatenante il disturbo per combattere la malattia quindi assumendo parti piccolissime delle sostanze che causano il disturbo stesso (LEGGI). In gravidanza si consigliano i preparati per combattere la nausea, l'ansia e i piccoli problemi digestivi.

La fitoterapia: questa tecnica utilizza erbe e piante officinali; è una pratica allopatica e, come la farmaceutica, non sempre è indicata durante  la gestazione anche se regala sollievo a semplici disturbi quali nausea (LEGGI), disturbi digestivi, circolatori e ansia.



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L'agopuntura (LEGGI): questa antica tecnica della medicina tradizionale cinese si attua inserendo dei sottili aghi in determinati punti del corpo per combattere piccoli e grandi disturbi, deve essere praticata in specifici centri da personale qualificato e in gravidanza si utilizza per combattere nausea, varici e non per ultimo durante il parto.
 
Sebbene è consigliato non assumere nessun farmaco durante i mesi dell'attesa, esistono alcuni farmaci dai quali si deve proprio stare alla larga che in confronto ad altri medicinali hanno effetti ben più disastrosi.
Questi sono i farmaci teratogeni ovvero che possono causare delle malformazioni nel nascituro, con rischi maggiori rispetto ad altre categorie di farmaci. I farmaci contenenti le sostanze incriminate sono:

- farmaci per la cura della depressione a base di litio carbonato;
- farmaci antitumorali;
- alcuni ormoni maschili;
- alcuni coagulanti (warfarin);
- gli antiepilettici (acido valproico e carbamazepina);
- i retinoidi (isotretinoina (Roaccutan) ed acitretina (Neotigason);
- alcuni antibiotici;
- la terapia per l'artrite reumatoide
 
Altri farmaci invece possono causare problemi a carico del sistema nervoso centrale del nascituro che si manifestano con assuefazione e crisi di astinenza nel periodo post neonatale:
- alcuni tipi di antidolorifici;
- alcuni tipi di antibiotici (LEGGI);
- i farmaci ansiolitici;
- i farmaci tranquillanti;
- i farmaci diuretici;
 
Esistono alcuni farmaci che possono essere assunti in gravidanza con una certa tranquillità e sono il paracetamolo, ovvero la comune Tachipirina, per cefalea o mal di denti, e i tradizionali antiacidi come il Maalox che si possono assumere al bisogno per problemi di cattiva digestione o di acidità. Per tutti gli altri è indispensabile consultare il proprio medico prima di decidere per un rischioso fai da te.

Ingrid Busonera
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