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Diario di una gravidanza: scelta ginecologo e ospedale

Marta, una volta appurata la sua seconda gravidanza, inizia ad addentrasi nella jungla della scelta del ginecologo che dovrà seguirla nella gestazione e dell'ospedale dove parorire. Risiedendo a Roma poi, bisogna muoversi per tempo!

giggioemarta100La scelta del ginecologo da cui farmi seguire in gravidanza - oltre al fatto che sia un buon medico preferibilmente consigliato da qualche amica - dipende dalle risposte che darà a due domande per me fondamentali: è favorevole all'epidurale? Lavora in un ospedale in cui fanno l'epidurale senza problemi? Se la risposta è sì ad entrambe le domande è l'uomo/donna che fa per me.

Durante la prima gravidanza, nel 2004, mi sono fatta seguire da un ottimo medico romano, bravissimo medico e bravissima persona che, oltre ad avere diversi studi privati è anche uno dei ginecologi del famoso ospedale di Roma Fatebenefratelli, una catena di montaggio neonatale molto quotata in città e noto anche per il suo staff che pratica l'epidurale gratuitamente a tutte coloro che ne fanno richiesta. Scegliere di farsi seguire privatamente da un medico che lavora nell'ospedale in cui si vuole partorire, a Roma significa avere più probabilità di trovare un letto libero quando si presenterà il giorno del parto, ed anche nel mio caso questa voce ha trovato conferma.

L'esperienza al Fatebenefratelli però, nonostante la fama della struttura, non è stata delle migliori: prima del parto le attese per eseguire i monitoraggi potevano arrivare a 3 ore anche se si aveva un appuntamento. Durante il parto i bagni della sala travaglio erano sporchissimi ed il personale si è dimenticato di me facendo durare il travaglio 18 ore (3 turni di ostetriche). Una volta nato Giulio mi sono dovuta confrontare con infermiere giovanissime che ne sapevano meno di me e medici altrettanto giovani (e altrettanto inesperti) che insistevano sul fatto che non sapessi “attaccare mio figlio al seno” per farlo mangiare quando in realtà Giulio si attaccava e sveniva dalla fatica perché aveva del muco nel naso che non gli era stato tolto. Risultato: il bambino non ha mangiato per i primi due giorni perdendo peso per un motivo banalissimo che io non potevo conoscere ma che sarebbe stato alla portata dell'infermiera meno preparata.

Bocciato il Fatebefratelli, ho deciso che questa seconda volta avrei partorito al Città di Roma, ospedale meno “prestigioso” ma con analoga politica anestesiologica.

fatebenefratelli

Avrei voluto comunque mantenere il ginecologo della prima gravidanza ma il fatto che l'appuntamento per la prima visita fosse disponibile solo tre mesi dopo la mia telefonata mi ha fatto desistere.
Dopo un primo momento di disorientamento ho chiesto consiglio ad un'amica medico che aveva appena partorito al Città di Roma e, fortunatamente, in quell'ospedale conosceva anche un bravo ginecologo. La sua calma, la gentilezza e la sua totale adesione all'anestesia epidurale nonché il fatto che lavorasse nell'ospedale dove avevo intenzione di partorire mi hanno conquistata subito. Hanno giocato a suo favore anche la sua pazienza e disponibilità, ovvero il fatto che le sue visite non durassero 5 minuti ma che, senza spazientirsi, rispondesse a tutte le mie domande e perplessità. La moglie del suddetto ginecologo, inoltre, aveva appena partorito e questo, a mio avviso, lo rendeva più sensibile a tutte le problematiche psicologiche e fisiche che una donna incinta poteva presentare.

Di sicuro se rinascessi farei il medico, così in questa come in altre situazioni giocherei in casa. La "roulette dell'incintismo" ha iniziato a girare e speriamo che nonostante medici e ospedali anche stavolta finisca tutto nel migliore dei modi.

1. Diario di una gravidanza: chi è Marta?
2. Diario di una gravidanza: il concepimento lampo

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Marta nella community di Pianetamamma ha il nick supermamy 

 

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