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Diario di una gravidanza: medicina alternativa

A metà del quarto mese, Marta ancora tramortita dalle nausee e sottopeso, decide di rivolgersi ad una pranoterapeuta, che forse la può aiutare nella sua gravidanza un po' difficile, in un modo che i medici tradizionali non contemplano

piediA metà del quarto mese di gravidanza, ancora tramortita dalle nausee e con un peso corporeo di 45,5 kg, un fibroma che continua a crescere ed una pancetta piuttosto bassa, mi sono decisa a rivolgermi ad una dottoressa che si occupa di medicina alternativa e che, forse, avrebbe potuto aiutarmi in un modo che i medici tradizionali non contemplano.
Annamaria, questo il nome della dottoressa, è un medico tradizionale con tanto di laurea e specializzazione, ex dirigente della Croce Rossa, ma convertita alla medicina non convenzionale. Ti visita attraverso la riflessologia plantare e da qui riesce a capire praticamente tutto del tuo stato di salute. Successivamente si passa all'individuazione della cura più adatta alla persona ed al suo problema.

Le ho telefonato dopo tanti anni, consapevole del fatto che avrei dovuto attendere parecchio per avere un appuntamento, ma per fortuna alla parola “gravidanza” mi si sono spalancate le porte della sua fittissima agenda e dopo soli 4 giorni ero sdraiata nel lettino del suo studio-serra, circondata da piante di aloe in un'atmosfera piuttosto bucolica.

Ho trovato Annamaria un po' invecchiata dall'ultima volta che l'avevo vista, i capelli ingrigiti ed il suo sguardo più triste ma la sua capacità di ascoltare e capire le persone era rimasta la stessa. Mi ha massaggiato i piedi (non un normale massaggio ovviamente) e dopo pochi minuti ha fatto la sua diagnosi. “La tua energia è buona ed il bambino sta bene, ma dobbiamo aiutare lo stomaco piuttosto malridotto e la vescica, su cui preme il fibroma”.

Ha subito fatto una lista di cibi che non avrei dovuto mangiare – ad esempio la soia perché contiene estrogeni che farebbero crescere di più il fibroma. Via anche broccoli, melanzane e non so quante altre cose. “La carne non ce la faccio proprio a mangiarla dottoressa!” ho piagnucolato, “non fa nulla” - mi ha risposto lei - “tanto contiene ormoni che non ti fanno per nulla bene in questo momento”. Via libera invece a pesce ed altre verdure, latticini, legumi, spinaci, cereali, frutta secca ecc...

Oltre alle tante attenzioni alimentari, la routine curativa a cui bisogna sottoporsi è piuttosto macchinosa: appena sveglia devo bere acqua con un po' di limone ed uno spicchio di mela per aiutare l'intestino, ogni tanto un centrifugato di finocchio, sedano e carota per rimettere in sesto lo stomaco, una tisana di equiseto, bardana e tiglio, un cucchiano al giorno di Digevis per aiutare la digestione e, soprattutto, un auto massaggio quotidiano del corpo dall'alto verso il basso, con un guanto di rafia. Nulla di più perché, anche secondo lei, a darmi troppe cose si rischiava di far peggio.

Dopo cinque giorni posso dire di stare decisamente meglio. Nausee ed acidità sono quasi scomparse. Mangio bene e quello che mangio non lo vomito più e grazie a questa migliore forma fisica è migliorato anche l'umore.

Purtroppo anche lei mi ha confermato il possibile  “parto prematuro” ma ho avuto conferma anche di un'altra cosa: è femmina!



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Marta nella community di Pianetamamma ha il nick supermamy

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