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Diario di una gravidanza: è così strano volere l'epidurale?

Marta si trova a polemizzare con un medico sulla necessità dell'anestesia in sala parto. Nonostante negli altri paesi europei l'epidurale sia una pratica vecchia di 30 anni qui ogni volta è una crociata, la conquista di un diritto, una battaglia da suffragette

doctorMartedì 20 ottobre avevo appuntamento presso una Asl di Roma centro per fare l' elettrocardiogramma, un'esame finalizzato - credo - a verificare che il cuore sia a posto per poter sostenere l'epidurale. Mentre nella prima gravidanza me ne hanno richiesto solo uno all'8° mese, poco prima del parto, il nuovo ginecologo stavolta mi ha detto che è opportuno farne due: uno all'inizio della gravidanza ed uno alla fine.

Quattro anni fa mi ero dovuta rivolgere ad una struttura privata perché nel pubblico non c'era posto prima di tre mesi ma stavolta è stato tutto molto più facile: nel giro di 20 giorni ho avuto la mia visita specialistica per 30€, a fronte degli 80€ che mi aveva chiesto il centro privato.

“La sanità pubblica sta facendo passi da gigante”, pensavo, mentre camminavo in un ambulatorio deserto. Niente liste di attesa, niente file... ed infatti trovo subito una simpatica infermiera che parla animatamente con un uomo molto trasandato; mi fa accomodare e mi dice che il dottore arriverà subito.

Mi rassegno ad aspettare i soli 30-60 minuti e invece passano pochi istanti e l'uomo trasandato (quello con cui parlava l'infermiera) mi fa accomodare nella sala dell'elettrocardiogramma: era lui il cardiologo! Entro, mi siedo e mi chiede il perché di questa analisi: “Me l'ha richiesta il ginecologo per via dell'epidurale”, gli rispondo.
“E come mai” -fa lui- “ha forse paura del dolore?”.
“No, paura no” -rispondo io- “ma se si può evitare... perché no? D'altra parte per togliersi un dente l'anestesia si fa, perché non si dovrebbe fare per partorire?”.
Ormai alle strette insiste: “Perché il parto è una cosa naturale!”.
“Sarà sicuramente un dolore creativo, dottore, ma è naturale quanto un dolore ai denti”.

Nonostante negli altri paesi europei l'epidurale sia una pratica vecchia di 30 anni qui ogni volta è una crociata, la conquista di un diritto, una battaglia da suffragette.

Finite le polemiche ci si è finalmente concentrati sull'aspetto pratico della faccenda: l'elettrocardiogramma. Lo strumento lasciava parecchio a desiderare, sembrava un reperto della seconda guerra mondiale: grossi ferri, pinzone, sfere attaccate a fili elettrici... avevo paura di finire arrosto. Mi sono rilassata sul lettino e proprio sopra di me un enorme condizionatore degli anni '60, sporco e arrugginito, era parzialmente coperto da un foglio in cui c'era scritto “Rotto, quindi non usare”. Mi sembrava di vivere in un racconto onirico di Haruki Murakami, in un posto desolato, tra lunghi corridoi deserti e personaggi surreali. Una volta finito l'esame sono uscita di corsa, mentre il medico più trasandato che avessi visto in vita mia mi blaterava dietro “Auguri di una buona gravidanza!”.
Solo una volta fuori, in mezzo al caos rassicurante della strada, ho sentito che ero tornata nel mondo reale

1. Chi è Marta?
2. Il concepimento lampo
3. Scelta ginecologo e ospedale
4.
Che stanchezza il secondo mese!
5. Ecografia: meno male che è solo uno
6. E' tutto troppo stretto!
7. Shopping premaman contro tutto e tutti
8. Abbiamo diritto a non fare file in gravidanza?
9. Niente trucchi e creme?


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Marta nella community di Pianetamamma ha il nick supermamy

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