gpt skin_web-gravidanza-0
gpt strip1_generica-gravidanza
gpt strip1_gpt-gravidanza-0
1 5

Diario: una lavoratrice in congedo di maternità

Marta è in congedo di maternità da ormai una settimana, la sua panciona alla fine del settimo mese lievita e lei, dopo un primo attimo di smarrimento, si è gettata a capofitte in mille attività

p008_0_1Il 10 marzo, ultimo giorno di lavoro prima del congedo obbligatorio per maternità, sono uscita come un pugile suonato dalla redazione in cui lavoro, tra sensi di colpa, ansia e un po’ di paura per quello che mi avrebbe aspettato a casa: un quattrenne  che non vedeva l’ora di fagocitare la sua mamma ed un marito con la voglia di scaricare qualche onere in più sulla moglie che, finalmente, avrebbe avuto più tempo per la famiglia.
Insomma le loro aspettative crescevano in modo inversamente proporzionale alle mie capacità fisiche di assecondarle, ovvero all’aumentare della pancia: “almeno un kg in più al mese per i prossimi due mesi!” ha sentenziato secco il ginecologo.

Eccoci a casa, dunque, quasi al traguardo, a sistemare cassettini pieni di cuffiette rosa, razionalizzare gli armadi del “maschietto” mettendo insieme le magliette di Cars con quelle dei Gormiti (che secondo lui non vanno mischiate altrimenti litigano), archiviando finalmente (e di nascosto) la maschera di carnevale di Spiderman che gira per casa da gennaio e sistemando tutte quelle cose rimaste in sospeso per anni.

Dopo il primo giorno di congedo passato su internet ad inviare mail alle mie colleghe, controllare i collaboratori e a sentirmi esclusa dal mondo lavorativo, piano piano la pigrizia si è impossessata di me, e con lei la voglia di fare tutte quelle cose che non si ha mai il tempo di fare: andare a prendere il quattrenne a scuola e sentirsi dire “mamma, sono molto emozionato che sei venuta a prendermi tu”, fare la spesa al mercato di mercoledì ed accorgersi che le cose costano la metà rispetto al sabato mattina, partire per il week-end il giovedì, essere sempre a casa nell’ora in cui arriva il postino con le multe da consegnare o avere il tempo per frequentare un rilassatissimo corso di yoga premaman. Di solito siamo in 7 alla lezione mattutina: gonfie, rilassate e bendisposte verso quell’ora e mezza di relax tutta per noi: tra musica classica, maxi cuscini, tappeti di rafia e palloni di gomma sembriamo 7 balene arenate; per fortuna non ci sono foto o altri documentigravidanza  , esami gravidanza  , pancia di marta   a testimonianza delle nostre bassissime prestazioni.

Finito lo yoga tocca alla spesa: non c’è giornata che non debba comprare qualcosa e mi chiedo come facevo quando lavoravo. Questo aspetto della mia casalinghità mi disturba ma non riesco a farne a meno: probabilmente è colpa di tutti quei programmi di cucina in tv che propongono ricette che tento continuamente di imitare senza successo.
Ma la vera soddisfazione degli ultimi giorni è stato dare un nuovo look al tavolino dell’ingresso, comprato anni fa da un rigattiere e dal colore indefinibile. Dopo aver letto un articolo sulla casa di campagna di Inès de la Fressange in cui la signora del bon ton francese dichiara che “i colori sono l’anima della casa” ho deciso di portare a nuova luce il vecchio tavolino che, sul terrazzo condominiale e sotto un sole cocente, è stato dipinto di turchese, con buona pace dei conservatori di casa.  

A sei giorni dall’inizio del congedo di maternità il quattrenne ha visto sparire buona parte dei suoi giochi per far posto alla sorella e volatilizzare l’amata tuta di Spiderman “rubata da un gabbiano invidioso mentre era aperta la finestra della sua stanza”; il marito ha dovuto fare i conti con mobili spostati e ridipinti, ha visto triplicare il costo della spesa settimanale e nascere nuove voci nel budget familiare: dermatologa, massaggi, yoga, pranzi fuori… Chissà se sono ancora tutti così felici di avermi per casa…
gpt native-bottom-foglia-gravidanza
gpt inread-gravidanza-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-gravidanza-0