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Diario: dalla pancia di Marta è nata Alice

Il 5 maggio 2009 l’avventura della “pancia di Marta” è finita ed è iniziata l’avventura di Alice

rosa_1Alice è nata alle 14.40 in una clinica romana, qualche settimana dopo il terribile terremoto dell’Abruzzo, in piena peste suina e sotto un diluvio universale che ha travolto la città, l’unico scroscio di pioggia di tutta la primavera. Qualcuno avrebbe potuto abbattersi di fronte a tanti eventi nefasti proprio a ridosso della propria nascita ma non lei, una fagottona di 3,50 kg per 50 cm che ha affrontato con coraggio 39 settimane nella mia pancia, tra fibromi che minacciavano di farla nascere anzitempo, pericoli di placenta previa, spintoni in metropolitana e digiuni da diabete gestazionale.

Sarà per questo che Alice affronta la vita con grinta e positività, mangiando a quattro ganasce –il suo peso aumenta di 50 gr al giorno!- ma in compenso dormendo molto poco.

A pochi giorni dalla nascita Alice ha già imparato a difendersi dal pericolo che più di ogni altro la minaccia: il fratello quattrenne che, siccome è grassottella, vorrebbe cuocerla in forno e mangiarsela. Ma appena lui si avvicina per pizzicarle le guance paffute, lei con prontezza gira su se stessa lanciando gridolini acutissimi che fanno fuggire l’aggressore.

Il suo arrivo a casa (quartiere Testaccio a Roma) ha scatenato tra i conoscenti la sindrome da “Re Magi”: per giorni e giorni una lunga fila di parenti, amici e vicini si è presentata con fiori, vestiti, cibarie, statuette di ceramica… e quando ormai stufi abbiamo smesso di rispondere al citofono ci siamo ritrovati pacchi e pacchetti fuori dalla porta, sullo zerbino e appesi ai pomelli.

Alice è piccola ma sa già quello che vuole. Odia il ciuccio perché da lì non esce ne’ latte ne’ camomilla, ed ogni volta che si prova a darglielo ha veri e propri conati di vomito. Adora invece fare il bagno ed essere unta di oli e massaggiata come Cleopatra, un rituale che vale la pena fare quotidianamente ed in modo accurato perché le garantisce 4 ore filate di sonno ed altrettante a noi di pace domestica.

E’ proprio vero che i bambini nascono già con “una pagnottella sotto il braccio”. Portarsela dietro al mercato significa aggiudicarsi doni da tutti i banchi: frutta, verdura, dolci e pezzi di pizza “per rimettere in sesto la mamma” mentre in farmacia, dove va regolarmente per essere pesata, le hanno regalato un kit in cui il pezzo forte è una morbidissima spugnetta rosa che profuma, appunto, di rosa.

Passeggiare con lei rende il mondo più bello e più buono. La gente ci ferma per strada e le fa i complimenti, i negozianti ci fanno lo sconto, sull’autobus tutti si prodigano per aiutarci a salire e scendere con il passeggino e nelle file alla Posta o in gelateria ci fanno passare avanti.

Quanto durerà questo stato di grazia? In ogni favola che si rispetti l’incantesimo è destinato a durare poco e stavolta a riportarmi alla realtà ci ha pensato la saggezza contadina della bisnonna centenaria che ha sentenziato: “bambina piccola, piccoli problemi. Bambina grande, problemi grandi!

Tutte le puntate del Diario della gravidanza di Marta

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