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Lo zigote: la prima cellula di una nuova vita

La prima cellula di un embrione, lo zigote, si forma quando uno spermatozoo feconda una cellula uovo. Solo la testa dello spermatozoo supera la membrana plasmatica mentre la coda resta all'esterno ed è destinata a disgregarsi

Zigote

Lo zigote (immagine a lato) dal greco antico ζυγωτός (zugōtos): unito o aggiogato, rappresenta la prima cellula del nuovo individuo, è una cellula totipotente, ossia in grado di dar vita a più tipi di cellule. Procedendo con le fasi di replicazione, tende a perdere questa sua peculiarità sino a specializzarsi nella produzione di un solo tipo di cellula.

Nella maggior parte degli organismi anfigonici (individui sessuai destinati ad accoppiarsi con quelli del sesso opposto) esistono due tipi di gamete ovvero di cellule riproduttive: quello maschile, più mobile, e quello femminile, più grande e meno mobile.

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La fusione dei due gameti aploidi, che possiedono cioè un solo cromosoma per ogni tipo, genera così una cellula diploide contenente tutto il materiale genetico (ereditario) del nuovo individuo: metà proveniente da un gamete e metà dall'altro.

Nell'uomo, lo zigote (ossia la prima fase dello sviluppo dell'embrione) ha un diametro di circa 0,1 mm ed è più grosso di altre cellule del corpo. Percorre una delle tube di Falloppio della donna verso l'utero, dividendosi costantemente ma senza per questo aumentare di dimensioni.

I gemelli possono essere mono ovulari o bi ovulari. I primi sono gemelli in senso stretto, ossia generati da un solo zigote, i secondi sono due cellule uovo fecondate da due spermatozoi differenti. Sono quindi “semplici” fratelli.
La presenza di una sola placenta non garantisce la monovularità, poiché placente vicine possono fondersi fra loro. I gemelli mono ovulari hanno lo stesso patrimonio genico, nei trapianti tra fratelli di questo tipo, è scongiurato il rigetto.

La prima settimana di gravidanza, i sintomi

Dalla moltiplicazione dello zigote (mitosi) abbiamo la formazione dei blastomeri.

La totipotenza si mantiene inalterata sino al terzo blastomero. La nascita dei gemelli è dovuta alla divisione in due blastomeri, prima della quarta replicazione.

La gemellarità biovulare è un fattore genetico, causato dal fatto che, alcune donne, maturano 2 ovuli (invece di uno) ogni mese.
Lo sviluppo embrionale procede poi per fasi:

  • segmentazione originano i blastomeri per mitosi, producendo un gruppo di blastomeri simili, alcuni più piccoli (micromeri), altri più grandi (macromeri) che contengono più deutoplasma (sostanza di riserva). Questo raggruppamento è definito morula, in grado di spostarsi all’interno dell’utero grazie ai fluidi ed alle ciglia;
  • gastrulazione, la morula si cavita (costituisce al suo interno una cavità), e i blastomeri più grandi si localizzano nel polo vegetativo, i più piccoli si aggregano nel polo animale. Alcuni macromeri si aggregano in prossimità dei micromeri costituendo il nodo embrionale, da cui prenderà vita quasi tutto l’embrione.

Dopo circa una settimana, la massa di cellule (ora chiamata blastocisti) si impianta nel rivestimento dell'utero e inizia a dividersi e a crescere progressivamente di dimensioni (il cosiddetto embrione).

Il Cristianesimo ritiene lo zigote dell'uomo l'inizio di una vita umana in cui è presente, l'anima, e per questo debba essere garantito da particolari tutele e diritti, gli stessi della persona adulta.
Nell'islamismo si ritiene che il feto riceva l'anima solo dopo circa 17 settimane, cioè durante il quinto mese di gravidanza

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