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Pesarsi in gravidanza: mai dimenticarsene!

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Molte donne quando scoprono di aspettare un bambino si domanano quanto si può ingrassare in gravidanza e come si può evitare un eccessivo aumento di peso

Quanto si può ingrassare in gravidanza

Il momento della gravidanza è caratterizzato per tutte le donne da alcune modificazioni fisiche: le forme si arrotondano, ci si sente più gonfie e spesso cambia la percezione del sé e l'immagine che ciascuna donna ha del proprio corpo. Tutto questo è naturale e fisiologico e dipende anche dai cambiamenti ormonali che hanno l'obiettivo di creare le condizioni ottimali per la crescita del bambino. Ma quanto si può ingrassare in gravidanza?

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Durante la gravidanza l’aumento di peso corporeo risponde perciò ad una naturale esigenza fisiologica, ed è dovuto nello specifico al bambino (circa 3,5 kg), alla placenta (circa 650 grammi), al liquido amniotico (circa 1 kg), all'ingrossamento dell'utero (circa 1 kg) e ai liquidi trattenuti (2-3 kg).

È  fondamentale comunque, sia per la salute della madre che per quella del bambino, che l’aumento di peso si mantenga entro certi limiti. Anzitutto è  importante chiarire che non è affatto necessario “mangiare per due”, come vuole una comune credenza popolare, ma al contrario è importantissimo tenere sotto controllo il proprio peso corporeo con un monitoraggio costante fin dalle prime settimane di gravidanza.

È bene perciò che la futura mamma prenda l’abitudine di pesarsi con regolarità ed annotare le variazioni di peso per mostrarle eventualmente al proprio medico. Nel corso dei primi tre mesi di gestazione l’aumento di peso è finalizzato principalmente all’accumulo di riserve energetiche necessarie per garantire al bambino in crescita un adeguato apporto di nutrienti. In questo primo trimestre l'aumento della massa corporea materna ha quindi un'importanza limitata ed è legato essenzialmente alla necessità di soddisfare le future esigenze fetali e alla preparazione fisica all'allattamento.

In questa fase tra l’altro il peso del feto non aumenta in modo tale da interferire significativamente su quello della madre. Le riserve di energia risultano necessarie in particolare negli ultimi mesi di gravidanza, quando il feto cresce con maggiore rapidità determinando un notevole aumento di peso della madre. L'incremento ponderale vero e proprio si fa più evidente a partire dal quarto mese, per poi rallentare negli ultimi tre mesi di gestazione durante i quali lo sviluppo del feto influisce profondamente sull’aumento del peso della madre. Nel secondo e terzo trimestre, infatti, si raccomanda un incremento di sole 300 Kcal rispetto a quelle necessarie normalmente all'alimentazione della mamma. In definitiva un aumento del peso materno che risulti nella norma deve mantenersi su valori bassi nella prima fase della gravidanza e aumentare in modo graduale con l’avanzare dell’epoca gestazionale.

Non solo. Il peso della madre è importante anche prima della gravidanza, cioè al momento del concepimento. La condizione migliore per la crescita ottimale del feto è quella di avere un peso nella norma all’inizio della gravidanza e controllarlo per fare in modo che l’aumento sia graduale e in generale proceda con un ritmo moderato.

Chili in gravidanza mese per mese

Ecco quale dovrebbe essere l'aumento del peso corporeo medio della gestante durante la gravidanza:

  • PRIMO TRIMESTRE: 1,5-2 Kg (500 grammi al mese)
  • SECONDO TRIMESTRE: 4,5-5,5 kg (350-450 grammi alla settimana)
  • TERZO TRIMESTRE: 2,5-3,5 Kg (200-300 grammi alla settimana)

In generale viene considerato nella norma un aumento, per tutto il corso della gravidanza, compreso tra i 9 e i 12 chili.

Calcolatore del peso in gravidanza

Naturalmente questi parametri devono essere considerati un valido riferimento non una legge assoluta. Un leggero scostamento dai valori consigliati è spesso fisiologico e ci possono essere molte variazioni individuali che spesso dipendono da diversi fattori, alcuni non modificabili, come l'altezza e il peso iniziale della futura mamma, l'ereditarietà, il peso del bambino; altri invece dipendono strettamente dai comportamenti e dalle abitudini di vita come l'introito calorico giornaliero, l'assunzione di cibi ricchi in sale, l'abitudine al fumo, la sedentarietà.

Come non ingrassare troppo in gravidanza

È importante in questo caso modificare i comportamenti che possono determinare un eccessivo aumento del peso. Pesarsi con regolarità a casa, fin dall’inizio della gravidanza permette anche alla futura mamma di cogliere tempestivamente eventuali variazioni anomale. Se ad esempio nell’arco di 10 giorni si rileva un aumento di peso superiore a 1 kg è bene rivolgersi al proprio medico, soprattutto quando questo aumento è accompagnato da edemi (lividi) e gonfiori alle mani e ai piedi. In generale sia un incremento eccessivo che una scarsa crescita del peso materno richiedono controlli medici adeguati.

Un eccessivo aumento può essere responsabile, ad esempio, di un maggiore rischio che il feto sia macrosomico (di peso superiore ai 4 kg) con possibili complicazioni al momento del parto. Una sovralimentazione durante la gravidanza affatica anche l'apparato digerente della gestante, con possibili ripercussioni sull'andamento metabolico del bambino e con il rischio aumentato di obesità infantile.

Peso minimo da prendere in gravidanza

D’altra parte una ridotta crescita di peso potrebbe essere indice di scarsa nutrizione fetale o di una patologia in corso ed aumentare, di conseguenza, il rischio di parti prematuri e di ritardi nello sviluppo, con conseguenze di vario genere durante le età successive del bambino. Il basso peso alla nascita si associa generalmente ad una più elevata mortalità fetale e perinatale, aumentando il rischio di malformazioni e di stati anemici per carenza di ferro, vitamina A o vitamina B12

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