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Come funziona il congedo di maternità

La donna in maternità e il bambino sono tutelati dalla legge. La nuova normativa ha esteso il diritto al congedo di maternità e l’astensione anticipata dal lavoro per motivi di salute anche alle lavoratrici a progetto e associate in partecipazione e non solo alle lavoratrici dipendenti

pregnant_office89.jpgLa donna in maternità e il bambino sono tutelati dalla legge. La nuova normativa ha esteso il diritto al congedo di maternità e l’astensione anticipata dal lavoro per motivi di salute anche alle lavoratrici a progetto e associate in partecipazione e non solo alle lavoratrici dipendenti.

Le suddette lavoratrici hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per cinque mesi, due dei quali precedenti alla data presunta del parto. Durante questa  astensione obbligatoria  alla madre verrà elargita un’indennità sostitutiva alla retribuzione pari all’80% della retribuzione media giornaliera per la lavoratrice dipendente, o della retribuzione convenzionale nel caso di lavoratrice autonoma.

I contratti nazionali garantiscono l’intera retribuzione e il datore di lavoro deve pagare la differenza.

Anche le libere professioniste iscritte alla Gestione separata hanno il congedo di maternità ma è essenziale la loro astensione lavorativa per usufruire dell’indennità sostitutiva. Le lavoratrici autonome, invece, non sono obbligate ad interrompere il loro lavoro.

Le stipendiate che non presentano problemi di salute possono usufruire della “flessibilità” che consiste nell’andare in congedo solo un mese prima della data presunta del parto usufruendo in seguito dei restanti quattro mesi. Questo è possibile solo dietro certificazione medica che attesti la buona salute della donna in gravidanza.

L’ indennità di maternità spetta anche al padre lavoratore in alternativa alla madre se sussistono dei gravi problemi alla madre stessa (morte, malattia o abbandono del bambino). L’assegnazione  economica è data dall’Inps;  per le donne dipendenti viene anticipata dal datore di lavoro.

L’indennità viene data alla donna per tutto il periodo di congedo; anche se si verifica  un aborto (considerato parto) dopo il 180° giorno dall’inizio della gravidanza. Se l’interruzione della gravidanza si verifica prima del 180° giorno invece, viene considerata “malattia”.

Per quanto riguarda le adozioni internazionali il congedo è di tre mesi successivi all’entrata del minore in famiglia fino alla maggiore età. Mentre per le adozioni o gli affidamenti, alla madre spettano tre mesi successivi all’entrata in famiglia del piccolo purchè questo abbia meno di sei anni.

Come richiedere l’indennità di maternità:
la lavoratrice dipendente deve presentare il modulo MAT al datore di lavoro e all’ufficio INPS della sua residenza.

La lavoratrice parasubordinata deve presentare la domanda prima del congedo di maternità avvalendosi del foglio MAT/ GEST. SEP indicando la data presunta del parto.

La lavoratrice autonoma si avvarrà del modulo MAT.AUT  facendo richiesta di indennità di maternità dopo il parto e direttamente all’ ufficio INPS della sua residenza.

I suddetti moduli sono presenti negli uffici INPS o scaricabili direttamente dal sito www.inps.it

Per ulteriori informazioni vedere D. lgs 151/2001 articoli: 16-31

Akira

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