NAVIGA IL SITO

Congedo anticipato di maternità

Una futura mamma che lavora ha diritto, se lo richiede per motivi specifici, al congedo di maternità anticipato. Ecco come e quando farne richiesta

di Emanuela _Cerri 9 giugno 2014
/gallery/foto_gallery/gravidanza/le-20-cose-piu-belle-dell-essere-incinta/puoi-dormire-quanto-vuoi.jpeg Vedi le foto: Le 20 cose più belle dell'essere incinta

MATERNITA' ANTICIPATA - Una futura mamma ha diritto all'astensione obbligatoria dal lavoro due mesi prima e tre mesi dopo il parto per un totale di cinque mesi, o in caso di bisogno può richiedere la maternità anticipata. Nel caso di congedo obbligatorio la retribuzione spettante alla madre è dell’80% della retribuzione media giornaliera per la lavoratrice dipendente o, nel caso della lavoratrice autonoma, della retribuzione convenzionale. I contratti nazionali garantiscono l’intera retribuzione e il datore di lavoro deve pagare la differenza.

LEGGI ANCHE: Come funziona il congedo di maternità

L'astensione obbligatoria dal lavoro può essere seguita dalla maternità facoltativa. Questo periodo è retribuito con il 30% dello stipendio convenzionale e può durare al massimo 10 mesi.

Anche le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata usufruiscono del congedo di maternità, ma è fondamentale la loro astensione lavorativa per godere dell’indennità sostitutiva. Le lavoratrici autonome, invece, non sono obbligate ad interrompere la loro mansione lavorativa.

Non sempre però una donna incinta riesce ad andare a lavoro fino al settimo o ottavo mese di gravidanza. Ci sono dei casi in cui si può richiere la maternità anticipata: interrompere prima l'attività lavorativa per tutelare la sua salute e quella del bambino.

TI POTREBBE INTERESSARE: Congedi parentali per la malattia dei figli

IN QUALI CASI VIENE CONCESSA LA MATERNITA' ANTICIPATA - Si tratta di un'anticipazione del congedo obbligatorio di maternità, riconosciuta dalla legge (articoli 16 e 17 del D.Lgs.151/2001-Testo Unico maternità/paternità) nelle seguenti ipotesi:

a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;

b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna o del bambino;

c) quando, la lavoratrice addetta al trasporto ed al sollevamento pesi, nonché a lavori pericolosi faticosi ed insalubri, non possa essere spostata ad altre mansioni.

A CHI SPETTA IL CONGEDO DI MATERNITA' ANTICIPATO - Possono usufruire della maternità anticipata tutte le lavoratrici dipendenti incluse le lavoratrici agricole e domestiche. Le lavoratrici cessate o sospese da meno di 60 giorni oppure le lavoratrici in godimento dell’indennità di disoccupazione, oppure in cassa integrazione o in mobilità, possono richiedere l’interdizione anticipata esclusivamente nell'ipotesi contemplata dalla lettera a). L’interdizione anticipata spetta anche alle lavoratrici iscritte alle gestione separata Inps; le libere professioniste iscritte alla gestione separata possono fruirne esclusivamente nell’ipotesi della lettera a).

LEGGI ANCHE In arrivo il congedo parentale frazionato

COME PRESENTARE LA RICHIESTA DI MATERNITA' ANTICIPATA -
La lavoratrice che si trova nelle condizioni previste dalla lett. a) deve presentare al Servizio ispezione del lavoro della DPL (Direzione Provinciale del Lavoro) competente in base alla propria residenza abituale:

- la domanda di interdizione anticipata;
- il certificato medico di gravidanza;
- il certificato medico attestante le gravi complicanze della gravidanza oppure le preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
- qualunque altra documentazione che ritenga utile.

La direzione provinciale del lavoro rilascia una ricevuta in duplice copia; una copia deve essere portata al datore di lavoro. La risposta di approvazione della domanda avviene in sette giorni. Se entro sette giorni non viene emesso nessun provvedimento la domanda risulta accolta.

Il Servizio ispezione del lavoro, comunque, anche oltre il settimo giorno, emette il provvedimento per determinare la durata dell’astensione dal lavoro. Nel frattempo, se il provvedimento del Servizio ispezione non è ancora intervenuto, la lavoratrice deve riprendere il lavoro alla scadenza indicata nel certificato medico da essa presentato. Il provvedimento emanato in ritardo decorre, in ogni caso, dalla data di inizio dell’astensione dal lavoro.

LEGGI ANCHE: Congedo parentale, solo il 3,5% dei papà resta a casa

NOVITA' PER LA RICHIESTA MATERNITA' ANTICIPATA -
Finora la competenza spettava solo alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL). Con l’entrata in vigore, dal primo aprile, del Decreto Legge n. 5/2012 sulle semplificazioni, i provvedimenti di interdizione anticipata dal lavoro per i casi contemplati dalla lettera "a", gravi complicanze della gravidanza o preesistenti forme morbose, adesso saranno rilasciati dalla ASL. La Direzione territoriale del Lavoro continuerà ad avere competenza per le altre due ipotesi, vale a dire quelle previste dalla lettera b) e c).
In questi casi la richiesta di maternità anticipata può essere presentata sia dalla lavoratrice sia dal datore di lavoro. Il provvedimento è emesso dal Servizio ispezione del lavoro della DPL entro il termine di 7 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di ricezione della documentazione completa.
L’interdizione decorre in ogni caso dalla data del provvedimento del Servizio ispezione e può essere disposta anche d’ufficio. I provvedimenti di interdizione anticipata o prorogata disposti dal Servizio ispezione del lavoro sono definitivi.

CASI PARTICOLARI - Se la donna in gravidanza è già in malattia e richiede il congedo anticipato possono verificarsi questi due casi specifici:

- il congedo può essere richiesto per un periodo di tempo specificato dal certificato medico e in seguito riprendere il lavoro alla scadenza dello stesso, oppure prolungare la malattia con un nuovo certificato

- la gestante lavoratrice può essere fin da subito considerata in congedo anticipato, sempre previa documentazione da preparare quanto prima per il datore di lavoro (quindi non è necessario nessun certificato di malattia).

L’astensione dal lavoro può durare fino a sette mesi dopo il parto se la mansione della madre è considerata a rischio insalubrità e non può essere adibita ad altre mansioni.

Il congedo di maternità non pregiudica l’anzianità di servizio nè le ferie, ed è considerato attività lavorativa per la progressione della carriera (sempre se il tipo di contratto collettivo non specifica particolari requisiti)

TI POTREBBE INTERESSARE: Incinta di gemelli: congedo parentale, allattamento e sconti

STIPENDIO IN CASO DI MATERNITA' ANTICIPATA - Durante il periodo di maternità anticipata alla futura mamma spetta lo stesso trattamento economico e previdenziale previsto per il "congedo normale" di maternità (l'80% della retribuzione a carico dell'INPS, integrabile fino al 20% dal datore di lavoro). In generale per le lavoratrici dipendenti, l'indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro. Per le lavoratrici agrivole ,domestiche e per quelle iscritte alla gestione separata INPS, l'indennità è pagata dall'Inps.

MATERNITA' ANTICIPATA VISITE FISCALI -  L'ASL di competenza, su richiesta dell'Ispettorato del Lavoro, effettua una verifica della presenza delle condizioni di rischio sul luogo di lavoro poi invia rapporto del sopralluogo all'Ispettorato del Lavoro. L'interruzione anticipata viene concessa con provvedimento dell'Ispettorato del Lavoro e viene spedita con raccomandata al datore di lavoro e alla gestante per conoscenza. Da quel momento decade la mutua e si può uscire a qualsiasi orario per tutta la durata della gravidanza. Da ricordare che a metà del settimo mese di gestazione, occorre compilare e spedire il modulo per la domanda di astensione obbligatoria.


Per ulteriori informazioni: testo unico 151/2001 art: 17-22 e circolare INAIL n°48/1993 punto 7.1.6
Inps

Hai trovato interessante questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

1
Commenti

yvonne venerdì, 26 aprile 2013

pulire barche a vela

Cerco cerco e non riesco a capire...Pulire le barche a vela può essere un lavoro a rischio?

n° 1
Chiudi
Aggiungi un commento a Congedo anticipato di maternità...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori