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La candida in gravidanza

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La candida in gravidanza affligge circa 1 donna su 3 durante i nove mesi: vediamo come prevenirla e come curarla

Candida in gravidanza

Le vaginiti sono un problema piuttosto frequente in gravidanza: sintomi come prurito, perdite intime e fastidio possono indicare la presenza di un'infezione in atto. Vediamo come prevenire e come curare la candida in gravidanza.

La candida è provocata da un piccolissimo fungo, la candida albicans, che può manifestarsi in diversi punti del corpo. Questo micete è normalmente presente nell’organismo umano ma in presenza di alcune condizioni come immunodepressione, diabete mellito, terapie antibiotiche e cortisoniche prolungate, stress, uso di contraccettivi orali e gravidanza, può moltiplicarsi in modo anomalo dando vita ad un'infezione.

L'infezione da Candida è molto comune in donne asintomatiche in età fertile e circa il 75% delle donne sviluppa una vulvo-vaginite da Candida almeno una volta nella vita.

I principali fattori di rischio per lo sviluppo della candida includono:

  • l’uso di detergenti-lavande
  • somministrazione di antibiotici che alterano la normale flora vaginale,
  • il diabete,
  • le patologie con immunosoppressione,
  • la somministrazione di farmaci immunosoppressivi,
  • l'uso di contraccettivi orali
  • la gravidanza stessa.

Durante la gravidanza la candida vulvovaginale può essere piuttosto frequente - si stima che interessi un terzo delle gestanti – a causa soprattutto dei cambiamenti che si verificano a livello dell’epitelio della vagina e dell’alterazione del pH che si verificano normalmente durante il periodo di gestazione.

I sintomi della candida in gravidanza

L'infezione da candida si manifesta in modo molto chiaro al punto che la maggior parte dee donne è in grado di riconoscerli chiaramente e distinguere la candida da qualsiasi altra vaginite di altra natura.

I sintomi sono:

  • intenso prurito,
  • leucorrea (perdite biancastre simili a ricotta),
  • bruciori durante la minzione,
  • eritema vaginale.

Candida in gravidanza è pericolosa?

La candida rappresenta certamente un fastidio per la donna a causa della sua sintomatologia che provoca molto fastidio ma in gravidanza la preoccupazione più grande che le donne manifestano è l’eventuale pericolosità dell’infezione per il feto. In realtà la candida in sé non crea danni durante la gestazione, non provoca malformazioni o complicanze alla donna o al bambino, ma va curata prima del parto.

Come ricorda l'AIFA, sono segnalati casi estremamente rari di aborto spontaneo, corioamnionite ed infezione fetale, ma si tratta di casi rari. La cosa più importante è curarla prima del parto.

Infezioni delle vie urinarie in gravidanza

Candida durante il parto

Se la gestante ha un'infezione da candida e partorisce per via vaginale c'è la concreta possibilità che trasmetta l'infezione al bambino: in pratica c'è un alto rischio che il bimbo al momento del parto possa prendere l’infezione per contatto e sviluppare una candidosi della mucosa orale che nel lattante prende il nome di mughetto.

Proprio perché ci sono questi rischi la donna viene sottoposta regolarmente a visite ginecologiche da parte del proprio medico e i sintomi classici della candida vanno immediatamente segnalati al ginecologo in modo da poter curare l'infezione in modo tempestivo ed efficace.

La terapia per la candida in gravidanza consiste in quella tradizionale: prodotti ad uso topico (candelette, pomate , ovuli) o terapie sistemiche nei casi più resistenti.

Candida a inizio gravidanza

Tra i principali sintomi delle prime settimane di gravidanza ci sono proprio perdite vaginali biancastre. E' un fenomeno del tutto normale che non indica un'infezione in atto ma che può destare qualche preoccupazione ed interrogativo nella donna che scopre di aspettare un bambino.

Quando allarmarsi? Se insieme alla leucorrea si manifestano anche gli altri sintomi della candida come prurito intimo e fastidio. Inoltre le perdite legate alla candida hanno una consistenza simile alla ricotta e sono biancastre, mentre quelle fisiologiche della gravidanza hanno una consistenza più fluida e sono di colore bianco-trasparente.

Come prevenire la candida in gravidanza

La candida può manifestarsi a seguito di particolari condizioni e in gravidanza alcuni fattori, come abbiamo detto, possono favorirne l'insorgenza: stress, compromissione del sistema immunitario, alterazioni del pH vaginale e cambiamenti ormonali tipici dei nove mesi di gestazione possono aumentare il rischio che si sviluppi una candida.
Tuttavia possiamo mettere in atto alcuni accorgimenti finalizzati a ridurre il rischio:

  • seguire una corretta alimentazione limitando i prodotti fermentati (lieviti) e carboidrati, alcool, dolci, formaggi e quantità eccessive di zuccheri,
  • indossare un abbigliamento comodo: pantaloni larghi, evitare jeans stretti, collant e leggins che stringono e usare biancheria intima di cotone evitando quella sintetica,
  • utilizzare i giusti prodotti per l'igiene intima quotidiana: per non alterare l’ambiente vaginale è consigliabile l’uso di detergenti intimi non aggressivi. In particolare i prodotti più indicati per l'igiene intima hanno un pH leggermente acido (da 3,5 a 5,5) che rispetta quello naturale dell’ambiente vaginale. Attenzione a non eccedere nei lavaggi, evitare le lavande che possono alterare l'equilibrio vaginale e a lavarsi dalla vagina verso l'ano e non viceversa per non trasferire batteri e altri microbi,
  • evitare il più possibile stress ed inutili tensioni, riposare e rilassarsi perché lo stress può influire negativamente sulle difese immunitarie e alterare alcune funzioni dell'organismo, favorendo lo sviluppo delle infezioni.

Rimedi naturali per la candida in gravidanza

Tra i rimedi naturali ci viene in aiuto la calendula. Conosciuta per le sue innumerevoli virtù, vanta effetti antinfiammatori e antisettici: bastano 30 gocce di tintura madre in un bidet di acqua tiepida per alleviare bruciore e prurito.

Ricordiamo comunque che la candida in gravidanza va curata in modo tempestivo ed appropriato e quindi è indispensabile rivolgersi al proprio medico per iniziare subito una terapia adeguata.

In genere la terapia può essere di due tipi. In prima battuta si ricorre a farmaci per uso topico: antimicotici topici come Clotrimazolo, Miconazolo, Nistatina, Econazolo, Ketoconazolo. In casi più resistenti e refrattari possono essere trattati con antimicotici sistemici come Ketoconazolo, Fluconazolo, Itraconazolo, anche se gli antimicotici per via sistemica vanno assunti nella dose indicata e per un breve periodo di tempo.


 

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