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La prima ecografia in gravidanza

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Il momento della prima ecografia è emozionante per la mamma. L'ostetrica ci spiega quando eseguirla e perché è così importante

Prima ecografia in gravidanza

Dopo il test di gravidanza positivo ecco la seconda emozione forte per una mamma: il momento della prima ecografia. Tutti sanno che è importante essere sotto controllo in gravidanza ma è chiaro a tutte per quale motivo viene eseguita la prima ecografia in gravidanza e quando va eseguita? Vediamo di chiarire insieme.

Quando va eseguita la prima ecografia?

La tentazione sarebbe quella di effettuarla appena scoperta la gravidanza, ma sarebbe inutile. Questo perché il bimbo sarebbe talmente piccolo da non poter nemmeno essere visibile. Comincia a vedersi un puntino minuscolo intorno alle 7 settimane (cioè 7 settimane dopo l'ultima mestruazione, il che corrisponde a circa un mese e mezzo). Il momento ideale è però intorno alla 10a - 11a settimana, quando il bambino è abbastanza grande da poterci far vedere il cuore e gli annessi fetali (che sono poi la placenta e il sacco amniotico dentro cui crescerà il bambino) sono sistemati nella loro posizione definitiva.

La prima ecografia in gravidanza. Video

Come viene eseguita?

Se pensiamo alla parola ecografia ci viene subito in mente una sonda sulla pancia con tanto gel. In questo caso non sarà così. Infatti si preferisce usare la sonda interna o transvaginale (la sigla che potrete trovare scritta è T/V). Il motivo è molto semplice: l'utero non è ancora abbastanza grosso da essere sbucato al di sopra del vostro osso pubico, quindi fino a quando questo non succede è molto difficile anzi, quasi impossibile che si veda qualcosa. Potete però stare tranquille non è dolorosa e non è nemmeno pericolosa per il bambino.

Cosa va a verificare la prima ecografia?

Si chiama ecografia di datazione, ossia il suo scopo principale è dirci l'età gestazionale del bambino, quando è stato concepito e quando di conseguenza nascerà, dopo 40 settimane circa. Su questi conteggi delle date vorrei spendere due parole in più, non dovete pensare che il nostro corpo sia un orologio, anche perché la data presunta del parto viene stabilita tramite una formula matematica che ha la possibilità di commettere dei piccoli errori. Questo perché il giorno del parto viene calcolato basandosi sulla misurazione della lunghezza del bambino, basta un millimetro in più o in meno e la data cambia anche di 3-4 giorni. È per questo motivo che viene definita "data presunta del parto".

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Ci sono altri importanti parametri che la prima ecografia va a valutare. Innanzitutto che il cuore del bimbo stia battendo e con un ritmo corretto. Si misura anche il volume del liquido amniotico in cui è immerso il bambino, è un indicatore molto importante del suo benessere e vedrete sarà monitorato per tutta la gravidanza. E infine si osserva dove è posizionata la placenta all'interno dell'utero, la sua posizione potrebbe influenzare il tipo di parto (se forma una sorta di tappo ad esempio non sarà possibile partorire per via vaginale) e consentire al ginecologo di pianificare correttamente tutta l'assistenza alla gravidanza.

Dopo questa prima ecografia ne seguiranno altre, il numero è a discrezione del ginecologo curante sappiate che il nostro Servizio Sanitario Nazionale oltre a questa offre gratuitamente altre due ecografie a 20-22 settimane (ecografia morfologica) e intorno alla 32-34 settimana (ecografia di accrescimento).

Tutti gli altri controlli (tendenzialmente mensili) serviranno per verificare che il bambino stia bene, che il battito del suo cuore sia regolare e che il liquido amniotico sia presente nella giusta quantità. Il mio consiglio a tutte le mamme è quello comunque di lasciarsi emozionare e vivere questi brevi momenti nel miglior modo possibile. Sono le possibilità che avete per cominciare a vedere e conoscere il vostro bambino, sfruttatele quanto più potete.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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