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La prima ecografia in gravidanza

La prima preoccupazione per una futura mamma è quella di sapere che il bimbo dentro di lei sta bene e ciò viene svelato con la prima ecografia. Si tratta senza dubbio di uno dei momenti più emozionanti per una donna in gravidanza

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ecoconsgrLe emozioni che può provare una donna nello scoprire di essere incinta possono essere molteplici e non è raro che alla sensazione di gioia derivante dalla consapevolezza che una nuova vita sta crescendo dentro di noi si uniscano anche ansie e paure che è assolutamente normale provare, soprattutto se si tratta della prima gravidanza.

La prima preoccupazione per una futura mamma è quella di sapere che il bimbo dentro di lei sta bene e ciò viene svelato con la prima ecografia. Si tratta senza dubbio di uno dei momenti più emozionanti per una donna in gravidanza perché per la prima volta l’esserino solamente immaginato appare visibile su uno schermo.

C’è da dire che proprio perché si tratta di un esame particolare per il forte carico emotivo a cui si accompagna, l’ecografia del primo trimestre va effettuata nelle epoche giuste e da operatori esperti, che sappiano interpretare correttamente i risultati dell’esame. Ormai da diverso tempo l’ecografia viene utilizzata quale principale mezzo di indagine per il controllo della gravidanza.
Dato che si tratta di un esame innocuo, affidabile e non invasivo l’ecografia ostetrica può essere effettuata in qualsiasi epoca gestazionale. Attualmente esistono dei periodi ben precisi per l’effettuazione degli esami ecografici che possono essere definiti "standard" e che sono stabiliti dal SSN (Sistema Sanitario Nazionale).

Il SSN prevede tre controlli ecografici da effettuare secondo questa periodicità:


1a ecografia: 10a -  11a settimana
2a ecografia: 20a – 22a settimana
3a ecografia: 30a – 32a settimana
   
Ovviamente si fa eccezione per quei casi in cui ci sono richieste diverse da parte del ginecologo per particolari sintomi o patologie della paziente stessa.
Il primo esame ecografico permette di diagnosticare con esattezza l’età dell’embrione, se si tratta di una gravidanza unica o multipla nonché  l’eventuale esistenza di patologie ginecologiche non prima rivelate. Il metodo diagnostico si basa su strumenti che producono ultrasuoni, ovvero onde sonore non udibili dall’orecchio umano, la cui eco viene raccolta da sonde e visualizzata su uno schermo. È importante sottolineare che l’ecografia è un esame assolutamente indolore e totalmente innocuo.
Vale la pena ricordarlo perché talvolta notizie di stampa denunciano “danni” da ecografia e tali notizie vengono regolarmente smentite da autorevoli centri di studio di tutto il mondo e dalle statistiche raccolte sino ad oggi.

La prima ecografia generalmente viene effettuata per via addominale o transvaginale intorno alla settima/ottava settimana di gravidanza e permette di trarre informazioni importanti sulla gravidanza e sulla salute del feto. L’esame consente di controllare all’interno dell’utero il corretto impianto del sacco gestazionale e individuare eventuali patologie o malformazioni dell’utero o delle ovaie che possono complicare la gravidanza.
La prima ecografia serve inoltre per stabilire il numero di embrioni (nel caso delle gravidanze gemellari) e l’esatta epoca gestazionale che in questa fase può essere determinata in maniera precisa con un margine di errore di 2 giorni in più o in meno rispetto alla data dell’ovulazione e quindi del concepimento. L’ecografia in questa prima fase della gravidanza si esegue il più delle volte per via transvaginale a meno che non siano presenti fibromi o masse che rendono difficile visualizzare l’embrione, in questo caso si opta per la via addominale. 
In condizioni  normali viene preferita l’ecografia transvaginale perché permette di identificare più precocemente la camera gestazionale e l’embrione. Si tratta di un metodo non doloroso che non comporta alcun rischio per il feto. Il ginecologo in questa sede può far notare alla futura mamma anche il battito cardiaco del bambino evidenziandolo sullo schermo; i medici in questo caso preferiscono generalmente evitare l’uso del doppler perchè secondo alcuni studi può risultare dannoso per l’embrione.
Spesso a questa prima ecografia ne segue un’altra che viene effettuata verso la fine del primo trimestre, cioè intorno all’undicesima/dodicesima settimana di gestazione; in questo caso si sceglie quasi sempre la via addominale a meno che non intervengano altri fattori che rendano preferibile il metodo transvaginale

Beatrice Spinelli