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WonderLife: l'inserimento al nido

Wonderland ci racconta l'inserimento al nido della Polpetta: il nido sembra il girone infernale dei childfree. Avete presente tutti quei motivi per cui non volevate fare un figlio, ma che alla fine avete accantonato? Eccoveli lì davanti, chiusi in uno stanzone colorato

Allora, la parola di per sé già non mi piace molto. L’ho sempre sentita sospirare da mamme sull’orlo di una crisi di nervi “no, sai… l’inserimento!” o da maestre lievemente minacciose “sì, ma guardi che prevediamo qualche giorno di inserimento!”.
E facciamolo. Abbiamo trovato una sorta di asilo mattutino per la Polpetta e abbiamo iniziato da qualche giorno a frequentarlo. Per ora, insieme. Da domani inizierà il cosiddetto “nascondino”, detto anche la-mamma-c’è-ma-non-si-vede, celebre gioco di prestigio per tastare il terreno e vedere dopo quanti minuti inizia la tragedia del “dob’è mamma?”, dopodichè si lascerà la pupa alle amorevoli cure delle maestre.
Dunque: il nido i primi giorni, visto da profani, sembra il girone infernale dei childfree. Avete presente tutti quei motivi per cui non volevate fare un figlio, ma che alla fine avete accantonato? Eccoveli lì davanti, chiusi in uno stanzone colorato.
Un casino che manco a un rave. Livelli di decibel mai raggiunti dal genere umano. Palle che rotolano. Pupazzi che volano. Macchinine che sfrecciano. Pennarelli che colorano ovunque. Un devo-fale-la-cacca che, detto da uno spannolinato, getta la classe nel panico. Un biberon a terra che i bambini si ciucciano a turno senza preoccuparsi, mentre le mamme terrorizzate tentano di allontanarlo. Bambole che un minuto sono vestite e pettinate e l’attimo dopo nude e senza testa. Botte da orbi tra creature alte ottanta centimetri che si lanciano le une sulle altre come fossero ad una master class di Hulk Hogan.

asilo-nidoE’ il nido. La maestra raduna i bimbi e stabilisce: “Adesso andiamo fuori in giardino, le mamme dall’altra parte”. Obbediamo.
Dalla nostra privilegiata posizione possiamo osservare non viste, quindi adocchiare i pianti del nostro nano ma anche le caratteristiche dei suoi compagni di classe. Sperate vivamente che tra di loro non ci siano:

L’ èmmìo
L’“èmmìo” è un bambino particolarmente attratto da tutto quello che non ha in mano. Appena vede un oggetto qualsiasi tra le ditine grassocce di uno dei suoi compagni, si lancia sul malcapitato, glie lo strappa con la grazia di un bisonte americano e lancia il suo grido di vittoria “èmmìo”. Lo riconoscerete perché tempo cinque minuti e caracolla sotto il peso di otto palline, tre pupazzi e una torre di Lego mentre gli altri bambini, senza più neanche uno sputo di giocattolo, lo guardano con odio

L’anticorpo
Il bambino slinguazza le orride palline della vasca di palline, toglie le scarpe al compagno e le bacia, intinge la pizza nel fango e la gusta con una certa perplessità. Il giorno dopo: uguale. E gode di ottima salute. Un giorno farà assaggiare la sua merendina a vostro figlio: questi vomiterà per tre settimane

Il Caterpillar
“Ao’, guarda che stacco i pali dell’altalena e gioco a golf co’la testa der Teletubby” direbbe il Caterpillar dalle mie parti, a Roma. E lo fa sul serio. Oltre a tentare di abbattere i suoi compagni investendoli col “cavallino corri e trotta” o a pennarellate negli occhi. Se avete in classe un bambino Caterpillar rassegnatevi: vostro figlio, qualche volta, tornerà a casa infortunato. Inutile parlare con la mamma, che spesso ne è la versione alta. “Cioè, vuoi dire che mio figlio è violento? Come ti permetti? Cerchi rogna, eh bella? Cerchi rogna?”
Forse a fine anno la maestra chiederà i danni fisici e morali

Il 100decibel
“MAESTLAAAAA!” chiama il 100decibel, e il vecchietto di tre palazzi a fianco sviene per sovraccarico da Amplifon. La maestra, per la cronaca, è a mezzo metro di distanza. “Come ti chiami, amore?” “GOVANNIIIII!!!” La maestra scambia uno sguardo di disperazione con la sua collega. “Ehm, Giovanni, vuoi giocare a palla?” “NOOO!” “..lo scivolo?” “NOOO! NOOO! NOOOO!” “Cosa vuoi Giovanni?” “L’AAAAACCUAAAA! L’ACCUA! ACCUA! ACC…(ad libitum)” “Eccola amore, com’è?” “NOOO! ANCOLA! ANCOLA! ANC…(ad libitum)”. C’è chi è andato in analisi per molto meno.

E voi cosa mi raccontate del vostro inserimento all’asilo o al nido? Avete qualche esperienza da raccontare, o qualche consiglio per chi come me si trova alle prese con queste giornate campali? Grazie a tutte!


1. puntata: Pronti, partenza oddio!

2. puntata: Parole, parole, parole.. le prime!

3. puntata: I posti dove non portare mai un bambino

4. puntata: Cara amica single, ti presento la vita da mamma

5. puntata: Parliamo di papà

6. puntata: Mamme da spiaggia

7. puntata: la festa di compleanno dei nani


banner300x100_aLeggi qui l'intervista a Chiara di 'Ma che davvero?'
Intervista a Chiara, meglio conosciuta come Wonderland, mamma blogger di "Ma che davvero?", mamma giovane, pungente e cool quanto basta, che ha individuato nell’ironia il modo per raccontare 'quello che le mamme non dicono'. E dopo il successo del blog è uscito il suo primo libro

La recensione su Pianetamamma del libro di Chiara, "Quello che le mamme non dicono"
La recensione un po' strampalata, un po' troppo di parte, un po' emozionata di un libro bellissimo per le mamme. Ma soprattutto per le donne


Il blog di Wondeland: Ma che davvero?


bannerlibroQuello che le mamme..

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Commenti

supermamma mercoledì, 22 settembre 2010

inserimento alla scuola dell'infanzia

sei fantastica! noi abbiamo iniziato l'iserimento alla scuola dell'infanzia al confronto l'inferno dev'essre un luogo più tranquillo, dire che siamo in una valle di lacrime è un eufemismo, il mio nano strilla ma ci osno anche quelli che sbattono la testa, si tirano i capelli o i più carini che si attaccano alla mamma e le maestre li devono scollare

n° 1
Claudia mercoledì, 22 settembre 2010

R: inserimento alla scuola dell'infanzia

Caspiterina supermamma! Anche noi alle prese con qualche scena, però devo dire che pensavo peggio! Inoltre la scuola che frequenta il Topastro è piccolina quindi forse c'è un pochino meno caos. I piccoli (una ventina) sono nella stessa classe con i mezzani (nove). E poi ci sono i grandi, una decina. E basta! E' un asilo piccino e molto intimo :-)

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