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Rinuncio alla carriera e faccio solo la mamma

Il caso di Anne-Marie Slaughter, che ha rinunciato a una brillante carriera per fare la mamma, sta facendo discutere

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Un lungo e brillante curriculum di studi, un'infinita gavetta costata sacrifici e sudore, una grande opportunità di lavoro e davanti a sè un brillante futuro.
Poi, tutto a un tratto, la maternità. Un piccolo pargolo che significa una vera e propria rivoluzione nella vita interiore della donna, che rimescola tutte le carte e cambia improvvisamente le priorità, i desideri, i sogni.

E così un numero sempre maggiore di donne in carriera sceglie di rallentare, di rinunciare al lavoro (LEGGI) per un desiderio più grande, diverso, e di stare più tempo possibile con i propri figli.


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L'ultimo caso è quello di Anne-Marie Slaughter, americana, apprezzata professoressa dell'Università di Princeton e un impegno gratificante e di grande rilievo accanto a Hillary Clinton.
Un'opportunità di lavoro preziosa e imperdibile che però l'ha tenuta lontana dai suoi due bambini per tutta la settimana e alla fine si è rivelata impossibile da sostenere. E così Anne-Marie ha dovuto scegliere tra lavoro e famiglia e ha scelto la famiglia (LEGGI).

La sua scelta ha fatto scalpore e ha aperto il dibattito, evergreen, circa le reali possibilità che hanno le donne di conciliare lavoro e famiglia e su quanto sia frequente che, di fronte alla necessità di operare una scelta, le donne scelgano sempre la famiglia.


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C'è forse qualcosa di male? Anne-Marie risponde di no e  rispedisce al mittente le critiche di quelle che sottolineano di avercela fatta a gestire famiglia e carriera senza dover rinunciare all'uno o all'altro.
Fare tutto è impossibile e a volte bisogna scegliere. Senza rimpianti.