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La mamma rientra al lavoro: a chi affidare il bebè?

E' quasi arrivato il momento di rientrare al lavoro e la mamma tra ansia, sensi di colpa e preoccupazione di lasciare il figlio in mani sicure, deve decidere a chi sia meglio affidare il bebè: ecco quali potrebbero essere le scelte giuste e perchè

di Ingrid Busonera

E' quasi arrivato il momento di rientrare al lavoro e la mamma tra ansia, sensi di colpa e preoccupazione di lasciare il figlio in mani sicure, deve decidere a chi sia meglio affidare il bebè: ecco quali potrebbero essere le scelte giuste e perchè.
 
E' arrivato il momento, sono trascorsi i cinque mesi di astensione obbligatoria (LEGGI) e presto torneremo a lavoro .. a parte i sensi di colpa vogliamo assicurarci che la scelta che prenderemo sarà quella giusta e soprattutto la migliore per il nostro bambino.
Prima di tutto la mamma deve cercare di accettare serenamente il rientro a lavoro (LEGGI)e convincersi che non sta facendo un errore affidando il bimbo a qualcun altro che se ne prenderà cura mentre sarà a lavoro. Non è tanto importante la quantità di tempo che il bimbo passerà con la sua mamma, quanto la qualità del tempo passato assieme e se durante le ore che mamma e bebè passeranno assieme non mancheranno coccole, giochi e amore, il bimbo crescerà tranquillo e sereno.
 
Nella maggior parte dei casi si può scegliere tra tre possibilità:
- affidarlo ai nonni (LEGGI)o altri parenti, nel caso in cui questi siano presenti e abbastanza attivi da potersi prendere cura di un bebè;
- affidarlo ad una tata (baby-sitter); (LEGGI)
- iscriverlo all'asilo nido; (LEGGI)
 
Naturalmente ognuna di queste scelte ha i suoi pro e i suoi contro, sta alla mamma e al papà valutarli e cercare di capire qual'è la situazione che più si adatta al proprio caso.
 
CON I NONNI
I pro: dal punto di vista affettivo è sicuramente la scelta migliore perchè affidiamo il bimbo ad una persona di famiglia che lo ama. Inoltre il fatto che è la nonna/o ad accudirlo ci può trasmettere maggior sicurezza, serenità e tranquillità (LEGGI) proprio come se il bimbo fosse con noi e fossimo noi ad accudirlo. Spesso i nonni sono disponibili “full-time”, quindi in caso di malattia improvvisa o imprevisto ci si può rivolgere a loro all'ultimo momento senza bisogno di preavviso.. anche dal punto di vista economico è senz'altro la soluzione più conveniente: a parte le spese personali per la cura e la pappa del bimbo, ovvero pannolini, omogeneizzati ecc, la nonna/o non ci chiederà certo una retribuzione!

I contro: capita spesso che la donna affidando il bebè ai nonni, provi sentimenti di gelosia verso questi ed entri in competizione con la mamma o con la suocera. Questo perchè la nonna, essendo appunto “nonna” e non una qualsiasi estranea che si prende cura del bambino, cerca di sostituirsi alla mamma, diventando invadente, (LEGGI) non rispettando le raccomandazioni sulla gestione del piccolo e modificando le regole su alimentazione, abbigliamento e abitudini e imponendo i suoi metodi educativi. Inoltre in questo caso non sempre i nonni son disposti ad andare a casa della figlia/nuora quindi si dovrebbe spostare il bimbo in ogni situazione, malattia, brutto tempo ecc.
 
CON LA TATA
I pro: se ci serve un sostegno solo per qualche ora potrebbe essere la soluzione ideale perchè il bambino, restando tra le pareti domestiche, in genere rimane più tranquillo e generalmente si abitua presto alla presenza della tata che si alterna alla figura della mamma senza traumi. La tata viene a casa, il bimbo rimane nel suo ambiente e la ragazza che si prende cura del nostro bimbo è una persona preparata che rispetta le nostre condizioni e raccomandazioni, senza scontri nè competizione, come avviene invece con i nonni


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I contro: prima di sceglierla definitivamente è meglio metterla alla prova in nostra presenza perchè niente ci garantisce che sia la persona giusta, dotata di pazienza, calma, che sia dolce ed affidabile e che sia in grado di soddisfare le richieste del bimbo e di prendersene cura, tra pappe e pannolini; se quella scelta fosse sbagliata se ne dovrebbe cercare un'altra e sicuramente vedere tante figure non giova alla serenità del piccolo.
Può capitare che questa si ammali e si debba assentare per un periodo lasciandoci in difficoltà e costringendoci a cercarne un'altra all'improvviso o che magari, trattandosi di una studentessa, questa trovi un altro lavoro più sicuro e ci abbandoni di punto in bianco. L'aspetto economico poi non è da tralasciare: una tata non prende meno di 8,50 euro all'ora, a seconda delle zone si arriva anche a 10 euro all'ora e anche prendendo determinati accordi, buona parte del nostro stipendio volerà nel suo portafogli
 
ALL'ASILO NIDO
I pro: il personale è altamente qualificato e abbiamo la garanzia di affidare il nostro piccolo a delle puericultrici che sono perfettamente in grado di prendersi cura di lui e di ascoltare le sue esigenze. Dal punto di vista igienico possiamo stare tranquille (LEGGI): le pappe vengono preparate in ambiente sicuro e i bimbi vengono cambiati ogni qualvolta ne hanno necessità senza rischiare di essere lasciati ore col pannolino sporco. Molti asili nido accettano i bebè già dal terzo mese di vita ed offrono un servizio per 5 o 6 giorni alla settimana, dalla mattina presto fino al pomeriggio, alcuni anche nei mesi estivi, chiudendo solo qualche giorno ad Agosto. Dal punto di vista economico è senz'altro più conveniente di una tata, esistono degli asili comunali la cui retta varia a seconda del reddito della famiglia, facendo risparmiare alcune centinaia di euro rispetto a quello che si spenderebbe con la tata

I contro: accedere ad un asilo nido comunale è difficilissimo, hanno la precedenza le famiglie meno agiate e con serie difficoltà. Se il bimbo si ammala ci si deve rivolgere comunque a qualcun'altro che se ne prenda cura finchè non può rifrequentare l'asilo e quasi sicuramente, soprattutto durante il primo anno di nido, capiterà spesso che si ammali. Inoltre i neonati amano avere le cure esclusive e non gradiscono condividere con altri la persona che si prende cura di loro
 
REGOLE PER UNA SEPARAZIONE SERENA:
Cercate di rientrare a lavoro serene senza sensi di colpa! Il bimbo percepirà il vostro stato e ne risentirà.
Prima della separazione vera e propria ovvero dal rientro a lavoro, lasciate ogni tanto il bimbo alla nonna o con un'amica o con qualche persona fidata per un'ora almeno, in modo che si abitui gradualmente alla separazione.(LEGGI)
Quando avrete scelto la figura che si prenderà cura del bebè, già qualche settimana prima del rientro a lavoro, affidategli ogni giorno per una o due ore il bimbo; questo anche nel caso in cui debba fare l'inserimento al nido: approcciarsi per una o due ore con le educatrici, per qualche giorno, aumentando di giorno in giorno la durata, lo aiuterà ad inserirsi tranquillamente e ad accettare la novità.
Quando uscite per andare a lavoro, salutate il bimbo, coccolatelo ed andate tranquille. Se piange non tornate indietro. E' difficile a dirsi,ma vedere che la mamma tentenna e che torna indietro lo confonderà e lo farà star peggio. Piuttosto creiamo un rito, facciamo capire che la mamma esce ma poi tornerà dal suo piccolo, coccolandolo, salutandolo e rassicurandolo. Assolutamente da evitare le uscite di nascosto: il bimbo perderà fiducia nella mamma e avrà davvero paura di non vederla tornare!