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L’intervista a Marta del blog "Tre bimbe in tre anni"

Per la rubrica dedicata alle mamme blogger ecco Marta di http://trebimbeintreanni.blogspot.com/, mamma di tre figlie avute in tre anni appunto e che ha cresciuto da sola. E adesso si è pure inventata l'idea delle merende a domicilio per bambini

tre-bimbe-in-tre-anniPer la rubrica dedicata alle mamme blogger ecco Marta di http://trebimbeintreanni.blogspot.com/

Ciao Marta! Posso definirti una mamma super? Non è da tutti avere 3 bambini in 3 anni e crescerli da soli. Sicuramente occorre molta pazienza e poi? Raccontaci come hai fatto.

Ti ringrazio per la mamma super anche se non mi ci sento. Sono solo una mamma con i suoi pregi ed i suoi difetti. Gioco con le mie figlie, con loro mi arrabbio, spesso urlo e perdo la pazienza, ma altrettanto spesso ridiamo e facciamo delle cose insieme.
All'inizio comunque, in effetti, non è stato semplice soprattutto con le prime due che hanno solo 13 mesi di differenza. Quando è nata la seconda, la prima aveva imparato a camminare da sola da circa un mese, ma spesso ovviamente chiedeva di essere presa in braccio; non avevamo potuto farle capire che sarebbe arrivata una sorella e lei si era ritrovata spodestata del suo ruolo di figlia unica manifestando il suo disagio come meglio poteva. Per tutta l'estate infatti aveva avuto un'orticaria gigante su tutto il corpo poi sparita improvvisamente così come era arrivata solo diversi mesi dopo, verso l'autunno. L'arrivo della terza, lo dico sempre, per me è stato quasi una passeggiata. La più grande avrebbe compiuto 3 anni dopo 15 giorni e la mezzana aveva 22 mesi. Erano autonome, parlavano, erano già abituate a dividersi l'amore di mamma e soprattutto erano in due e potevano farsi compagnia nei momenti in cui mi dedicavo alla piccola.
Come ho fatto a volte me lo domando anche io ...
Credo che il segreto possa essere cercato nella mia innata capacità organizzativa, nella metodicità e nella certezza che tutto, in un modo o nell'altro, si riesca a gestire. Sono sempre riuscita ad uscire da sola con le bimbe per andare ai giardinetti o a fare la spesa e addirittura ad andare via qualche settimana in campeggio senza la presenza del marito o dei nonni che anzi spesso rischiavano di mandare in tilt i nostri ritmi.

Cosa significa (per usare le tue stesse parole) essere manager dell'impresa famiglia?

Significa essere presente nella famiglia in prima persona senza deleghe. Significa aver cresciuto le mie figlie personalmente nei primi tre anni della loro vita ed essermi goduta i loro primi passi e le loro prime parole.
Significa. ancora adesso che per la prima volta sono tutte a scuola, essere una presenza: io le porto e le recupero, le accompagno a ginnastica, le seguo nei compiti, faccio la spesa e mi occupo della casa. Amo cucinare, organizzare feste, cucire i loro abiti di Carnevale cercando di accontentare anche le richieste più assurde (lo scorso Carnevale la piccola ha voluto un vestito da mela e dopo aver trascorso notti insonni pensando a come avrei potuto realizzarlo, dopo averlo terminato … ha cambiato idea chiedendomi un vestito da Trilli che le ho comunque preparato anche se borbottando un po’).
Significa anche poter trascorrere il sabato e la domenica insieme liberi da impegni e commissioni.
Significa gestire l'unica entrata mensile in modo da farla bastare per tutto ciò che è necessario, facendo economia, riciclando i vestiti tra le bambine, rammendando o modificando quelli un po’ rovinati, facendo il giro delle bancarelle al mercato o dei supermercati che offrono le occasioni migliori.

Sei una mamma a tempo pieno. Immagino non sia semplice (questo lo è un po’ per tutti) arrivare a fine mese con un solo stipendio. Ma essere mamma di 3 bambini davvero un “lavorane”. Se ti proponessero un lavoro part-time, accetteresti o preferisci dedicarti alla casa e ai bambini? E a chi ti dice “Ma intanto tu hai vita semplice perchè non lavori!” (come ho letto nel tuo profilo) cosa vorresti rispondere una volta per tutte?

Un lavorone, sì! I primi 6 mesi di Celeste ho avuto le mie "trebimbeintreanni" tutte a casa dopodichè la più grande ha cominciato la materna ed averne "solo" più due mi sembrava un paradiso! Gli equilibri in tre sono più complicati e in casa regnava una strana tranquillità.
Certo ci sono stati momenti di stanchezza in cui ho invidiato molto mio marito che usciva di casa per andare a lavorare, ma, come ho scritto una volta su un post, non avrei barattato il tempo che ho dedicato alle mie figlie con un qualsiasi tipo di lavoro anche solo part-time. Mi sono goduta tutte le fasi della loro crescita in prima persona e se ho fatto degli errori li ho fatti io e non li devo imputare a nessun altro: nonni, babysitter o altro.
Spesso chi mi dice quella frase è gente che usufruisce costantemente dell'aiuto dei nonni, che non sa cosa significhi stare a casa e dedicarsi ai figli, che non ha manualità o fantasia e che stando nelle sue "quattro mura" finisce per impazzire. E' un lavoro a tempo pieno che non viene riconosciuto non solo economicamente, ma che a me dà molte soddisfazioni che probabilmente non troverei in un lavoro fuori casa...

cache_2009879509Leggendo alcuni tuoi post mi è caduto l’occhio in un intervento in cui parli di un blog di cucina. Di cosa si tratta?

Sì, recentemente ho aperto un sito http://paneburroezucchero.jimdo.com
Il sito è un supporto, cioè vuole essere un valore aggiunto rispetto all'obiettivo principale, che è quello di rendere la mia passione per la cucina qualcosa di più di un semplice passatempo destinato solo alle mie figlie durante le feste organizzate per loro: Halloween, feste di compleanno, feste di carnevale...
L'idea è quella di preparare merende per i bambini su commissione, cioè una" merenda a domicilio", pronta da servire comodamente a casa propria o nel locale scelto per la festa del proprio figlio.
All'età di 40 anni, priva di aiuto in caso di feste o malattie delle bambine trovare un lavoro "serio" era un'impresa impossibile, ma la voglia di contribuire al bilancio familiare e di rendermi economicamente utile, ora che le bimbe sono fuori casa 8 ore al giorno, molta. Così ho pensato "perchè no! Cucinare mi piace, sono fantasiosa e alla feste che organizzo ricevo sempre molti complimenti".
Per ora sto spargendo la voce in giro poi si vedrà.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Qualche corso di cucina, molte merende a domicilio ed un duplice obiettivo: realizzare me stessa continuando a dedicare del tempo alle mie bimbe e all'uomo che da 10 anni mi sopporta, nel bene e nel male!

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Martina Braganti

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2
Commenti

simona lunedì, 21 dicembre 2009

sono d'accordo

concordo non è facile...anche io 3 figli si pirtano la prima dalla seconda quasi 12 mesi e la seconda dalla terza 10 mesi (è nata prematura!!!!)...e dopo quasi 6 anni aspetto il quarto!!!!

n° 2
carla lunedì, 21 dicembre 2009

con molto rispetto

Con molto rispetto per chi fa di mestiere la mamma, io ho allevato i quattro figli continuando sempre a lavorare. Ora che sono abbastanza autonomi io proseguo con soddisfazione nel mio lavoro di insegnante, e dò un contributo alla società esterna continuando ad educare figli, anche se non sono miei. La società ha bisogno dell'apporto intelligente delle donne, solo negli stati meno sviluppati esse vengono confinate nel ruolo familiare.
Pensate che bello se invece di avere come capo del governo un uomo(!)  che fa il gallo con le donne avessimo una donna vera come la Merkel.

n° 1
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