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Intervista a Sabrina del blog 'Vivere semplice e spregiudicato'

Per le nostre interviste alle mamme blogger questa volta è il turno di Sabrina del blog Vivere semplice e spregiudicato.org

Per le nostre interviste alle mamme blogger questa volta è il turno di Sabrina del blog http://www.vivere-semplice.org/

Ciao Sabrina. Complimenti per il blog molto curato e interessante. Anzitutto, prendendo spunto dal titolo del tuo blog,  mi piacerebbe sapere cosa significa per te “vivere in modo semplice e spregiudicato”

La parola “spregiudicato” viene qui  intesa in senso etimologico e quindi “pregiudicare” come opposto a giudicare.
_è una persona spregiudicata colei che tenta di operare in assenza di pregiudizi.
_non giudicare, non farsi influenzare dai luoghi comuni, da cosa pensano gli altri, ma anche lasciare che sia, “arrendersi” nel senso di essere flessibili, inflettersi per ogni verso senza spezzarsi, e anche accettare tutto ciò che arriva con animo ben disposto, essere liquidi, sapersi adattare al cambiamento e alle diversità, non essere rigidi, saper passare la palla, delegare, smettere di giudicare ciò che è giusto e sbagliato. e anche, in senso più esteso, non accanirsi contro.
Ecco qual era la sfida: cominciare a fare di testa nostra, seguendo l’istinto e il buon senso. Smettendo di fare come dicono gli altri, per corrispondere ai desideri degli altri. Semplificarsi la vita renderla più vera

Quando hai avvertito l’esigenza (o la voglia) di cambiare il tuo modo di vivere?

Da quando sono nati i bambini e da quando ho ricominciato a chiedermi qual era il senso della vita e da che parte volevo andare. Fino a quando si è una giovane coppia in carriera pensi solo agli aperitivi, alle serate in compagnia, a fare soldi e a divertirti. Quando si diventa  una famiglia cominci a farti altre domande…

Secondo te è difficile in una società come la nostra riuscire a trasmettere ai propri dei valori seri e profondi?

Ho sempre pensato che trasmettere i propri valori seri e profondi sarebbe stato un problema nella nostra società, proprio come dici tu.… poi quando la teoria è  diventata pratica mi sono resa conto che quello che conta è  solo l’esempio. Occorre diventare esseri umani degni di essere imitati (visto che per i bambini le parole servono poco: sono i fatti sono quelli che contano. Infatti, loro nei primi anni apprendono quasi esclusivamente per imitazione). L’importanza dell’essere sinceri, la fiducia nel mondo e negli altri, la voglia di vivere secondo principi etici non la spieghi a parole. La vivi quotidianamente e la testimoni: ecco quello che serve davvero.

Cosa butteresti via di questa società?

Non butterei via nulla: amo tutto della nostra società, tutto mi fa sorridere, perché è espressione reale di come siamo e di cosa stiamo diventando. Anche la televisione, che anni fa ho buttato via, adesso se la guardo non mi fa più  rabbia ma solamente sorridere. Una volta ero più radicale, piena di disapprovazione e mal sopportavo tutto quello che non mi si confaceva. Adesso ho le idee più chiare, vado dritta per la mia strada ma so apprezzare anche le differenze, e me le godo e le ammiro perche fanno parte della ricchezza di tutti noi. Dopo un anno in cui ho abitato in Svizzera sono tornata a Roma piena di amore per le differenze: mi è mancato il caos, l’improvvisazione. Sento il bisogno di rituffarmi in quella vitalità tutta italiana che occorre guardare da lontano per poter apprezzare nuovamente.

Perché l’idea di raccontare la vita quotidiana in un blog?

Il tutto è cominciato per noia, avevo del tempo forzatamente libero in ufficio e pur di non deprimermi ho iniziato a scrivere un diario on line visto che il computer era la mia sola interfaccia. Poi è diventato un piacere, ho scoperto che con la scusa di scrivere il mio post quotidiano avevo l’occasione per riflettere su ciò che mi accadeva, di osservare meglio i miei figli e fare belle foto. Allora ho continuato, intanto sono passati gli anni, le persone hanno cominciato a leggere e a lasciare commenti. Attraverso questo mezzo ho scoperto tanti nuovi amici e persone affini.

Progetti per il futuro?

Ora che ho finalmente trovato il coraggio di licenziarmi da dove lavoravo sono libera. Di scrivere “vivere semplice” quando davvero ne ho voglia e soprattutto di cercarmi un lavoro in cui mi possa sentire più utile.
Dopo essermi occupata per un po’ del mio terzo figlio in arrivo, mi piacerebbe aprire un asilo nel bosco, come quelli che ho visto e in cui ho collaborato qui in Svizzera. I bambini possono stare a contatto con la natura e sviluppare autostima, allenare la propria forza di volontà, crescere sani, forti e pieni di voglia di fare. A Roma, con il bel tempo e i bei parchi che abbiamo, è un vero peccato che non ne esistano già. Mi impegnerò a fondo per cercare di dar vita a un progetto in collaborazione con le istituzioni pubbliche perché fare un asilo privato è facile ma poi le rette possono permettersele solo in pochi…. Mentre sarebbe proprio un progetto di utilità sociale, in un mondo dove le scuole dell’infanzia sono ormai diventate delle batterie per la crescita in serie e di piccoli Einstein

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Martina Braganti

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