gpt skin_web-donnamamma-0
gpt strip1_generica-donnamamma
gpt strip1_gpt-donnamamma-0
1 5

Intervista a Marilde del blog 'La solitudine delle madri'

Per le interviste alle mamme blogger questa volta è il turno di Marilde del blog 'La solitudine delle madri' che ha scritto l'omonimo libro, gran successo editoriale

Per le interviste alle mamme blogger questa volta è il turno di Marilde del blog http://lasolitudinedellemadri.blogspot.com/ autrice del libro dal titolo omonimo

Ciao Marilde! Anzitutto ci piacerebbe conoscere come mai per il tuo blog hai scelto proprio il titolo “La Solitudine delle madri”.
Mi è sembrato  naturale dare al blog lo stesso titolo del mio libro perché le cose a cui dedico più spazio sono analoghe: la solitudine, le difficoltà che ci possono essere nella maternità, i momenti dolorosi che si tendono a nascondere. C’è una sorta di vergogna che rende difficile raccontare la fatica e le ambivalenze. Vergogna che spesso deriva dalla reazione delle persone che ascoltano. C’è stupore, perplessità. Come se diventare madri prevedesse solo felicità. Gli aspetti piacevoli, che pur sono numerosi, non sento che sia importante sottolinearli perché credo lo siano anche troppo. Con il risultato che poi emerge a mio avviso una visione della maternità troppo edulcorata. Credo che raccontare anche le cose più oscure, sia un atto di rispetto e di verità che aiuta le donne a farsi un quadro più completo e autentico della maternità

Sei un’arteterapeuta. Puoi spiegarci in cosa consiste il tuo lavoro?
La sua finalità è quella di stimolare le capacità creative e relazionali, di facilitare l’espressione delle emozioni.  Nell’ambito di contesti che prevedono la collaborazione tra le varie e specifiche competenze professionali, l’arte terapia può essere utilizzata con finalità preventive, terapeutiche, e riabilitative di qualunque forma di disagio. Può essere impiegata in qualunque contesto collettivo nell’ambito di progetti per la facilitazione delle interazioni tra culture, per favorire l’integrazione sociale, per migliorare il clima relazionale con particolare riferimento alla famiglia, alla scuola, e a qualunque altro contesto formativo, per facilitare la formazione e l’apprendimento, per migliorare il benessere individuale e collettivo in ogni suo aspetto. Concretamente, nell’arteterapia, è previsto l’utilizzo dei materiali quali: pastelli, tempere, pennarelli, gessetti, e anche quelli di recupero: fili di lana, cotone, uno stralcio di una rivista. Tutto ciò che può servire a creare un’immagine dove il punto principale non è il risultato estetico, o “fare un bel disegno”, ma l’emozione, lo stato d’animo che accompagna la costruzione di quell’immagine.  Ho voluto inserire all’interno del libro una parte che riguarda proprio un gruppo di donne madri che riflettono sulla maternità attraverso le immagini dell’arteterapia perché è una tecnica ancora poco conosciuta in Italia, ma che contiene potenzialità infinite.
 
Depressione, momenti di rabbia, amarezza per rinunce, aspirazioni professionali non realizzate, stanchezza, solitudine sono tutti sentimenti che fanno della maternità un vissuto autenticamente umano, di pari dignità con felicità, commozione, dedizione e senso di autorealizzazione. Sono parole prese dalla presentazione del tuo libro. E’ davvero come dici e cioè che il ruolo di madre viene spesso dipinto come idilliaco e non viene invece posto l’accento sui lati un po’ più “oscuri” di questa “professione”?
E’ stato così per troppi anni. Negli ultimi tempi, complici anche i vari blog e siti che si occupano di questo tema, la situazione sta cambiando. Ma è davvero recente questo cambiamento in confronto al tempo  in cui è stato raccontato, rappresentato, pubblicizzato, solo l’aspetto idilliaco della maternità. Le mamme che usano la rete scrivono della maternità in modo completo, usando spesso  l’ironia, ma raccontando la maternità in tutti i suoi aspetti. Sono usciti ultimamente diversi  libri che seguono appunto il filone del “diciamo la verità, tutta la verità”. E la verità è che la crescita di un figlio è ancora quasi totalmente a carico delle donne, e quelle che lavorano, se non hanno nonni disponibili, devono fare i conti con gli orari degli asili e delle scuole, con una tutela sempre più carente dei contratti di lavoro. Donne in bilico tra mille esigenze. Negli anni centrali della vita di una donna ci sono i figli da crescere, il lavoro che richiede investimento, a volte invece dei nonni che aiutano ci sono anziani da accudire. Sarebbe tempo di smetterla di dare per scontato che in quanto donne, abituate alla cura, sopperiamo a tutte le carenze. A cominciare dalle scarse risorse economiche destinate alle politiche familiari.
 
Hai tre figli. Cosa ti senti di consigliare ad una donna che sta per diventare mamma per la prima volta?
Dare dei consigli è difficile in quanto ogni donna ha una storia diversa. Troppe sono le variabili che incidono sul percorso della maternità: la situazione economica, la rete intorno, la differenza soggettiva ad attraversare ogni esperienza. Più che un consiglio vorrei sottolineare che è bene ricordarsi che ci sono momenti difficili e che è naturale che sia così. Di chiedere aiuto quanto si ha la sensazione di non farcela, e specialmente nei primi tempi, ma non solo,  è naturale che accada. Direi anche di non farsi troppo fagocitare da questa pressione sempre più forte sui figli che devono fare mille sport, imparare le lingue a tre anni e via dicendo. E’ faticoso per i bambini e per i genitori. Compito dei genitori è anche aiutare i figli a tollerare il vuoto, la noia, la frustrazione, il limite. E per farlo occorre che per prima cosa un genitore smetta di desiderare che il figlio debba eccellere ovunque. I miei figli sono adulti, e io sono cresciuta insieme a loro. La cosa più difficile come madre è stata quella di lasciarli liberi di essere ciò che sono.  E’ stata quella di non essere egoista nel tenerli a me. Non caricarli di troppe aspettative. Credo sia un bel regalo che possiamo fare un figlio.
 
Progetti per l’estate e per il futuro?
Ho parecchi libri che desidero leggere e spero con le vacanze di recuperare un po’ di arretrati. E poi scriverò. Ora che i miei figli sono grandi posso dedicare più tempo alle parole. Essere madre richiede nei primi anni parecchie energie, poi lentamente si recupera lo spazio per sé. Io l’ho investito nella scrittura. E mi auguro che il futuro mi dia ancora l’opportunità di partorire altri figli creativi. Di figli biologici ne ho avuti tre, per me ora è arrivato il tempo di altre forme di creatività

Le altre interviste alle mamme blogger

Intervista a Francesca e Davide del blog EquAzioni
Intervista alla mamma blogger di "Moms in the city"
Intervista a Marilena, mamma blogger di "Paramamma"
Intervista a Soma, mamma blogger di "Leela, creazioni in libertà"
Intervista a Linda, mamma blogger di "Pane, amore e creatività"
Intervista a Francesca, mamma blogger di "Panzallaria"
Intervista a paola, mamma blogger di "Home made mamma"
Intervista a Cristina, mamma blogger di "Lavoro per mamme"
Intervista alle tre mamme blogger de "Il mercatino dei piccoli"
Intervista a Silvia: mamma blogger di "Mamma imperfetta"
Intervista a Letizia: mamma blogger di 'Bilingue per gioco'
Intervista a Claudia: mamma blogger de 'La casa nella prateria'
Blog di mamme e papà


Martina Braganti
gpt native-bottom-foglia-donnamamma
gpt inread-donnamamma-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-donnamamma-0