Downshifting: non è tutto oro quello che luccica

19 novembre 2009

no-stress-300x300Elena, la nostra pedagogista ci aveva già parlato della sua scelta riguardante il downshifting qui, ecco gli sviluppi di una scelta che mette al primo posto figli e famiglia piuttosto che lavoro, soldi e carriera

I primi 15 giorni

Il cambiamento della mia vita è stato radicale, repentino e ha investito come un ciclone tutti gli aspetti della mia vita lasciando dietro di sé strascichi di abitudini e macerie di vizi più o meno radicati…
Mentre io cerco in tutti i modi di ritrovare l’equilibrio perso, la mia famiglia giova del cambiamento.
Matteo ha cambiato scuola, siccome la pedagogista che è in me urla e strepita perché la socializzazione è importante e bla bla bla, la mamma che sono ha deciso di iscriverlo all’asilo dietro casa.
Noi viviamo alle soglie di Roma, in un tranquillo paesotto. Matteo è passato dal nido lontanissimo, ipertecnologico, gigantesco, fitto di attivita’ come nuoto, inglese, yoga, con orario 8-18, alla scuola dietro casa piccola, vicinissima, e senza attività extra-time.
Nel suo vecchio asilo c’erano 30 bambini solo nella sua classe, in questo ci sono 30 bambini in tutta la scuola. Prima ci svegliavamo alle 6 per stare a scuola alle 9, ora ci svegliamo alle 8:30 e andiamo a scuola a piedi.
Dovreste vederlo col suo trolley che canticchia allegramente al mattino sulla strada della scuola!!
Abbiamo scelto l’orario 9-14 perché, dopo pranzo, ogni giorno, tempo permettendo, la maestra porta in giardino i bambini a giocare.
Mi sembra un idillio…

Andrea, quando torna dall’ufficio, trova una mamma felice, un bambino sereno, la cena pronta e la casa ordinata. Il sogno di ogni uomo.
Prima alle 21 ero già a letto, ora allo stesso orario, dopo aver messo a nanna Matteo, abbiamo tempo per stare insieme soli soletti e godere le gioie di coppia.
Per il momento sono tornata a fare la supplente al nido dietro casa in cui, ringraziando il cielo, avevo fatto “congelare” la graduatoria.

L’orario è 7:30-13 così Andrea può portare Matteo a scuola e io posso andare a prenderlo. Non mi chiamano ogni giorno e non posso programmare le mie giornate ma, per il momento, va bene così.
Però non è tutto oro quello che luccica, per citare un famoso detto ...c’è qualcosa che mi manca da impazzire, di cui mi devo assolutamente disintossicare e, vi assicuro, è stato più facile liberarsi del vizio del fumo che da questo.
Il mio “vizietto” si chiama shopping. Ero una shopping victim, incapace di resistere a tutto ciò di superfluo che esisteva sul mercato.

Ed è l’abitudine più difficile da debellare. Ero abituata a comprare tutto. Se vedevo qualcosa che mi piaceva ero abituata ad acquistarla senza problemi, fosse in centro piuttosto che al mercatino rionale. Senza freni e senza costrizioni.
E ne risento tanto, veramente veramente tanto.
Ma, da 7 giorni interi, compreso il week end, non compro nulla.
I miei armadi sono stracolmi di vestiti dismessi, borse mai usate, per non parlare delle scarpe. Senza esagerare ne avrò un centinaio.

Farò una cernita. Tutto ciò che è ancora in buono stato verrà messo all’asta su un sito internet, come faccio con gli abitini di Matteo, tutto ciò che ritengo di poter ancora indossare verrà utilizzato e per tutto il resto delle cose mi avvarrò dell’antica arte del restiling. Quindi tornerò a prendere uncinetto e ferri da maglia, filo e ago per ricamo e ricomincerò ad occuparmi dei miei hobbies preferiti. In fondo in fondo, è proprio questo il senso più profondo del cambiamento che ho deciso di intraprendere: più tempo di qualità per me e per le persone che amo…e quel cappottino di velluto bordeaux che mi guarda languido dalla vetrina del negozio all’ultimo grido…beh, fra qualche anno sarà passato di moda!!!

A cura della pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca

Commenti
(1)

EUGENIO martedì, 19 gennaio 2010

La "grandezza" del "down"..shifting

Elena, non ho molto da dirti, soltanto: sei una grande!
E' una gioia sentire una donna moderna che sa capire la vita.
(Che siamo tutti di passaggio, non se lo ricoda nessuno?).
Brava e complimenti ancora. Tuo figlio e tuo marito sono delle persone fortunatissime.
Eugenio

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